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Libia. Ancora guerra civile. In fuga più di 100 italiani

La Germania richiama il personale diplomatico. ”Rischio rapimenti e attentati”

Non migliora affatto la situazione a Tripoli, dove gli scontri continuano senza tregua: si contano un centinaio di morti in poche settimane, e solo negli scorsi giorni, due serbatoi di carburante sono stati colpiti da razzi, provocando incendi che il governo libico ha definito come una “catastrofe umanitaria e ambientale dalle conseguenze difficili da prevedere”. Di fronte ai continui scontri la Germania ha richiamato in patria tutto il personale diplomatico, evacuando l’ambasciata di Tripoli, che tuttavia rimane aperta grazie agli impiegati locali. La Germania inoltre invita i cittadini in Libia a fare ritorno, parlando di un serio “rischio di rapimenti e attentati”.
Non si tratta di una vera e propria evacuazione, ma anche l’Italia ha provveduto ad allontanare i cittadini che si trovano in Libia al momento e lo hanno richiesto: più di cento persone, portate “sotto protezione” verso la Tunisia tramite convogli di terra ed alcuni velivoli appositamente disposti che li trasporteranno fino a Pisa. La nota della Farnesina afferma anche che “su richiesta di alcuni governi l’Italia si è occupata anche del trasferimento di persone di nazionalità diversa”. Sconsigliati, sempre dalla Farnesina, i viaggi verso Bengasi o in Cirenaica.

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