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Un kazoo per la Luppoleria. Un uomo solo può davvero mettere in scacco un quartiere?

Diceva Falcone: ”Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così”

Il sindaco Paolo Dosi si è detto imbarazzato L’assessore al commercio Katia Tarasconi si è precipitata al locale per cercare di capire come questo “incidente diplomatico” si sia potuto verificare sotto il naso dell’amministrazione. Fatto sta la Luppoleria di via Alberoni è stata sanzionata per “inquinamento acustico prodotto dagli impianti musicali funzionanti in regime di deroga ai limiti acustici”. Le rilevazioni dell’Arpa hanno dimostrato un superamento della soglia consentita durante un concertino acustico.
Comunque diciamoci le cose come stanno, perché lo sappiamo tutti. Chi si lamenta è una persona sola, in un intero quartiere. Una sola persona che fa la guerra alla Luppoleria da prima che aprisse i battenti. Sappiamo tutti nome e cognome. Abbiamo letto le sue lettere su Libertà.

L’altra notte, nel momento in cui l’ARPA ha fatto le rilevazioni suonavano due chitarre e un basso, in acustico, senza batteria… un motorino che passa fa più rumore. Fanno più rumore 10 persone che chiacchierano… Ubriaconi e spacciatori erano meglio di un po’ di ragazzi che ascoltano musica, educatamente, in un giardino? Giosba, Giosiana, Jenny e tutta la ciurma di Parole di Birra stanno riqualificando un intero quartiere. Ma c’è una persona sola che non è d’accordo. E un’intera città è messa sotto scacco da una persona sola che ritiene che i Giardini Merluzzo siano un’estensione della propria abitazione, e non un piccolo tesoro di tutti da condividere.

Da quando mi occupo dei Venerdì Piacentini, in questi ultimi 4 anni, ho purtroppo realizzato che un uomo solo può fare molto per impedire che la collettività abbia quello che desidera. Lo scorso anno, per farvi un esempio, una persona che abita sopra il Living Art Café di via San Donnino, non condividendo le scelte musicali di Carmelo, ha chiamato la Polizia Municipale, i Carabinieri e la SIAE per cercare di spegnere la musica. Infine – dato che tutti i permessi erano a posto – un misterioso secchio d’acqua è caduto da un’altrettanto misteriosa finestra sull’impianto del DJ, ponendo fine alla festa.

E’ stato bello vedere come tutti si siano stretti intorno ai ragazzi della Luppoleria per manifestare la propria solidarietà, così come quella notte della scorsa estate tutti eravamo da Carmelo ad asciugare il mixer. Ora lancio un’idea. Un kazoo costa davvero poco ed è uno strumento musicale che tutti in casa dovrebbero avere (forse ho esagerato), se non altro per suonare Hemingway di Paolo Conte o per celebrare uno dei videogame più belli di sempre, il mitico “Zak McKracken and the Alien Mindbenders”. Bene, troviamoci tutti con il nostro kazoo ai Giardini Merluzzo per suonare insieme, in allegria, sperando che un po’ di sana ironia possa convincere anche questo signore che tutti conosciamo a rassegnarsi. Piacenza vorrebbe vivere.

Scriveva Giovanni Falcone: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è, allora, che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”.

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