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Scandalo Mose, Orsoni accusa pesantemente il Partito Democratico

Il sindaco di Venezia non si dimetterà e si ritiene estraneo ai fatti

Questa volta a parlare dello scandalo del Mose, è l’attuale sindaco lagunare Orsoni, che non risparmia frecciate ai compagni del suo partito. Dopo aversi visto revocati i domiciliari, il primo cittadino di Venezia che era accusato di finanziamento illecito, ha visto si il ridursi la pena a 4 mesi dei 9 previsti, ma anche a pagare una sanzione di 15 mila euro questo frutto del suo patteggiamento. L’accusato esprimendo così tutta l’amarezza per quello che gli è successo, denuncia anche il fatto che non era assolutamente a conoscenza dei presunti aiuti economici illeciti per la sua campagna elettorale che era gestita direttamente dal PD.
Il Primo cittadino lagunare ammette che continuerà il suo lavoro di amministrazione, e che oltretutto si ritiene molto offeso dalle calunnie che lo avrebbero coinvolto nello scandalo di eventuali tangenti ricevute, alcune anche direttamente del suo stesso partito.

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