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Si Cobas. Ancora proteste e blocchi davanti all’Ikea in mattinata

Dopo una calma apparente, tornano forti le tensioni di fronte all’Ikea

Piacenza. Di nuovo tensioni al magazzino Ikea di Le Mose, nella mattinata di martedì 3 giugno: alcuni esponenti del sindacato Si Cobas, insieme ad alcuni gruppi studenteschi e della sinistra alternativa, hanno bloccato l’accesso ai cancelli del magazzino usando i propri corpi come scudo, impedendo così l’ingresso ai lavoratori e ai camion ingresso ed uscita. Le tensioni hanno richiesto l’intervento sul luogo delle forze dell’ordine, che hanno riportato la situazione alla normalità, spingendo a togliere i picchetti intorno alle 9:30 (anche a causa della bassa aderenza alle proteste, circa una ventina di individui).
La situazione ha creato code ai cancelli e ritardi nell’inizio dei lavori. Decisa la reazione di Bergoglio (Pd): “La sensazione di quasi impotenza è inaccettabile”, avrebbe affermato in una lunga nota. “Chi ritiene ingiusti i provvedimenti presi dal datore di lavoro, si rivolga alla magistratura, ma la pianti una volta per tutte di fare violenza agli altri che nulla hanno a che vedere. Basta tollerare situazioni di cui non è mai compiutamente responsabile nessuno: occorre agire con assoluta fermezza. Lo scorso anno a Bettola, una pensionata di 86 anni seduta su una sedia, ha sbarrato la strada ad un piccolo escavatore, che è stato costretto a tornare indietro: è stata denunciata per violenza privata ed è tuttora sotto processo: in proporzione, cosa bisognerebbe fare agli autori dei blocchi e delle violenze?”

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