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Lo sciopero mondiale dei Fast Food si estende anche all’Italia

Sono scesi in piazza in protesta in 150 città americane e 33 paesi del mondo

Si estende ben al di fuori dell’America lo sciopero dei lavoratori dei Fast Food, e coinvolge ben 33 paesi del resto del mondo, oltre a 150 città americane: il tutto dopo una campagna iniziata nel 2012 a New York, che finora non è però riuscita nel suo scopo di fare alzare la paga minima dei dipendenti da 7,25 dollari l’ora a 15 dollari. I lavoratori, però, molto spesso giovani già indebitati dopo i lunghi studi universitari e al college, dipendenti di grandi nomi come McDonalds e Taco Bell, non vogliono che la cosa finisca in nulla, e continuano a cercare di far sentire la propria voce, questa volta con una protesta generale nella giornata del 15 maggio.
Tante voci si sono unite al coro, da Seoul a Dublino, e anche in Italia: stati in cui la situazione dei dipendenti di Fast Food non è di molto migliore di quella degli Stati Uniti.

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