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Volley. Piacenza shock: da capitale della pallavolo a ground zero

Mauro Fabris, presidente di Lega, spera ancora in una soluzione

L’eco delle parole di Vincenzo e Antonio Cerciello copre come un manto scuso la città. “Così non possiamo continuare. E siccome siamo seri ce ne andiamo adesso”. Piacenza, fino a ieri capitale indiscussa della pallavolo, da un giorno all’altro è uscita da tutti i campionati. L’annuncio shock, infatti, è arrivato dai vertici della Rebecchi Nordmeccanica, società campione d’Italia e capace di vincere le ultime 5 manifestazioni consecutive italiane. All’annuncio shock si aggiunge quello di Guido Molinaroli, presidente del Copra Elior, che ha messo in vendita la squadra di volley maschile nelle scorse settimane.
Volley addio, quindi, senza possibilità che qualcosa cambi. I Cierciello sono stati chiarissimi: “Ripensamenti? Lo escludiamo nel modo più assoluto”. “Era nelle nostre intenzioni allestire un’altra grande stagione, tra campionato e Champions League. Per farlo, serve muoversi adesso, sul mercato e pure a livello logistico. Martedì, ad esempio, scadono i termini per iscrivere la squadra alla Champions League. E allo stato attuale, cosa avremmo inserito alla casella “campo da gioco”?”.

Sull’uso del PalaBanca e sulla questione è intervenuto sulla Gazzetta dello Sport anche Mauro Fabris, presidente di Lega. “E’ incredibile che in un città come Piacenza non si sia capaci, da parte di chi ne ha responsabilità, di garantire le condizioni perché un club che tanto ha dato al proprio territorio possa proseguire in Italia e in Europa la sua straordinaria esperienza. Parlamento e Governo, Coni e Fipav devono definire leggi che non solo consentano la costruzione di nuovi palasport, ma anche che assicurino che quelli esistenti, tanto più se costruiti anche con risorse pubbliche, possano essere sottratti all’uso totalmente privatistico dei gestori”.

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