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Piacenza. All’Ikea scontri all’alba. Due manifestanti feriti

Per disperdere i manifestanti è stato impiegato l’uso della forza

Piacenza. Continuano le tensioni e gli scontri di fronte all’Ikea, dove proprio questa mattina (mercoledì 7 maggio), all’alba, i facchini uniti in protesta contro la sospensione di 33 operai ad opera della cooperativa San Martino (che si occupa del personale), hanno bloccato l’ingresso dei tir. A dare loro manforte anche alcuni giovani dei centri sociali bolognesi, in particolare Crash, che si sono uniti alle proteste. La polizia è intervenuta in assetto antisommossa intorno alle 6:30, e ha cercato di sciogliere i blocchi con cariche e lacrimogeni: così facendo, ha sciolto il primo blocco, anche se alcuni manifestanti sono rimasti feriti lievemente nella carica, e accompagnati al pronto soccorso.
La polizia si è poi occupata di vari gruppi sparsi all’interno del polo logistico, che però si sono poi raggruppati nuovamente lungo la strada che porta all’entrata 9, e sdraiati a terra per impedire il passaggio dei camion. Le cariche sono state quindi interrotte per evitare di riscaldare ulteriormente la situazione, e l’attività dell’azienda è stata sospesa per un giorno. All’origine degli scontri, come accennato, la sospensione di 33 operai da parte della cooperativa San Martino, che avrebbe segnalato alcuni di questi per aver occupato un reparto e protestato l’esclusione di un loro collega al quale, scaduto il patentino da carrellista, era stata cambiata mansione. Secondo i Cobas, invece, la sospensione sarebbe stata fatta allo scopo di indebolire il sindacato, non riconosciuto dall’azienda, rimuovendo alcuni dei suoi membri.

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