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Sanremo. Le pagelle. Promossi Frankie Hi-NRG, De André e la Ruggiero

Ottimo inizio di Festival ma un po’ più tiepidi i brani degli altri Big in gara

Sanremo 2014 è iniziato. Il Festival della Canzone Italiana si è aperto con l’esibizione di Arisa (voto: 6,5) che ha portato due brani: “Lentamente” e “Controvento”. Il primo era un brano più interessante, ma certamente meno orecchiabile. E’ passato il secondo pezzo, più facile ma anche più banale. Vedere Frankie Hi-NRG (voto 8,5) sul palco dell’Ariston è stato senza dubbio strano. Anche per lui, perché era visibilmente emozionato. Il rapper ha presentato due brani, “Un uomo vivo” e “Pedala”. Molto interessante anche a livello di testo il secondo pezzo, un inno all’italiano che ha voluto la bicicletta e ora deve pedalare, spesso in salita e senza tanta convinzione. L’artista è parso molto più maturo rispetto ai tempi di “Quelli che ben pensano”.
Straordinaria l’esibizione di Antonella Ruggiero (voto 8). Con i brani “Quando balliamo” e “Da lontano” ha stregato il pubblico, che pareva incantato dalla sua voce. L’artista ha sfoggiato una vocalità rinnovata e un modo di tenere la scena rinnovato. Bravissima.

Raphael Gualazzi (voto 7) è uno dei miei artisti preferiti. A Sanremo si è presentato con The Bloody Beetrots e i due brani “Tanto ci sei” e “Liberi o no”. Il primo pezzo era contaminato da molta musica elettronica, costruito ad arte per strizzare l’occhio agli amanti della club music. Il secondo pezzo, molto più in stile Gualazzi, è piaciuto di più al pubblico nonostante fosse decisamente meno pop.

Non avrei scommesso un euro su Cristiano De André (voto 8), che invece mi ha colpito e convinto alla grande con “Invisibili” e “Il cielo è vuoto”. Il primo pezzo era molto poetico, costruito intorno ad un testo interessante. Molto emozionante il ritornello in dialetto ligure che ha inevitabilmente ricordato papà Fabrizio. Anche nel secondo pezzo l’artista si è espresso al meglio, con un cantato che oserei definire inquieto, quasi “maledetto”. Dopo questa partenza a sorpresa non mi stupirei se De André vincesse il Festival.

E’ arrivato poi il turno dei Perturbazione (voto 6), una band indie rock che ha regalato al panorama musicale italiano pezzi molto significativi come “Il senso della vite” e “Agosto” inclusi nell’album “Il circolo” del 2002 circa. Mi aspettavo molto da loro, ma le due canzoni in gara (“L’unica” e “L’Italia vista dal bar”) al primo ascolto non mi hanno regalato le emozioni attese. Ho apprezzato comunque l’ironia dei testi e l’intento di regalare uno spaccato autentico e poco sanremese dei giorni nostri.

Giusi Ferreri (voto 6) ha chiuso la serata presentando “L’amore possiede il bene” e “Ti porto a cena con me”. L’artista è tornata sul palco di Sanremo dopo un periodo di silenzio, esibendosi con vocalità nuove, più complesse e raffinate, in grado di contrastare in modo convincente con lo stile ruvido e molto rock a cui ci aveva abituato dai tempi di X Factor. Le due ballate della Ferreri sono brani semplici e decisamente pop, entrambi ben strutturati, ma non straordinari.

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