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Privalia licenzia 52 lavoratori e sposta all’estero parte del lavoro

CGIL: l’azienda vuole ”aumentare ulteriormente i propri profitti sulla pelle di 52 giovani”

In questi giorni si parla molto di Privalia, la società di vendita on line di prodotti moda. Per una riorganizzazione interna sembra abbia deciso di licenziare metà dei dipendenti, 52 giovani, che oggi si occupano di vari aspetti del sito. Secondo alcuni di questi lavoratori, Privalia avrebbe scelto di spostare all’estero parte della produzione per ottenere un risparmio sui costi di gestione. In base ad un comunicato diffuso da FILCAMS-Cgil (Federazione lavoratori commercio turismo servizi) si apprende che Privalia, società che opera in Italia da circa 7 anni con crescita di fatturato importante negli anni, “vuole avviare un’operazione di riorganizzazione aziendale tesa ad aumentare ulteriormente i propri profitti sulla pelle di 52 giovani che, dopo percorsi di precariato, speravano di veder finalmente realizzato il sogno di un posto a tempo indeterminato in un’azienda sana e con un lavoro qualificante”
“Invece,” si legge nel comunicato, “si ritrovano nuovamente senza prospettive e futuro. “L’azienda,” spiega la Filcams Cgil di Milano, “ha proposto, a fronte di un’operazione di mero profitto, di dare circa 6000 euro lordi ai lavoratori, a titolo di buonuscita, in caso di accordo.
Ma i lavoratori, vista la chiusura da parte aziendale di aprire un confronto serio e il contesto di crisi che, purtroppo, non offre molte prospettive, hanno dichiarato lo stato di agitazione.
Sono scesi in sciopero e stanno attuando un presidio permanente fino a giovedì 20 febbraio, data in cui ci sarà un ulteriore incontro con la società, presso Assolombarda”.

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