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Marò. India rinuncia alla legge antiterrorismo: no pena di morte

Sette giorni alla formulazione delle accuse da parte dei pm indiani, a due anni dall’inizio della vicenda

Sembrerebbe, secondo le fonti dell’ANSA, che l’India sia pronta a rinunciare all’utilizzo del Sua Act (la legge anti-pirateria) per formulare l’accusa nei confronti dei due Marò (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone), legge che prevede la possibilità dell’impiego della pena di morte. A due anni dall’inizio delle indagini, giunge la notizia, da parte di fonti governative, riguardo alla data prevista per la formulazione delle accuse: si tratterebbe di lunedì prossimo, il 10 febbraio, come imposto dalla Corte Suprema. De Mistura, intanto, rimane sulla sua posizione, e ribadisce la richiesta che i due Marò vengano lasciati ritornare in Italia, alla luce delle continue indecisioni dell’accusa.
Il premier Enrico Letta si esprime sulla vicenda, che considera estremamente seria: “Non si può continuare così: sono due anni che aspettiamo, e non c’è più tempo per ulteriori rinvii. In questa settimana l’India metta le carte sul tavolo”.

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