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Qualcuno dice che lo Stato è il nostro principale nemico

Con tutte le tasse e i balzelli oggi persino ereditare una casa fa paura

Ho guardato con curiosità al governo di Enrico Letta, confidando che il momento particolarmente grave e il superamento coatto delle barriere tra centrodestra e centrosinistra potesse aiutarci a fare un passo avanti. E invece? Invece non è cambiato nulla. Nuove tasse, sacrifici chiesti soprattutto a chi lavora e produce, zero tagli ai costi della politica. Il 2014 appena iniziato porterà in dote agli italiani nuove tasse per quasi 1,5 miliardi di euro e nessuno ha il coraggio di presentare un vero piano per la diminuzione della spesa pubblica e per dare ossigeno alla piccola e media impresa, agli artigiani e a chi fa servizi. Lo Stato assomiglia sempre di più ad un vampiro che succhia sangue fino all’ultima goccia alle sue vittime. E dopo lo Stato arriva la Regione, con un altro carico di tasse, a divorare la carne dei contribuenti. E per finire i Comuni fanno un terzo passaggio, con gabelle così pesanti da consumare anche le ossa degli italiani.
Qualcuno dice che lo Stato è il nostro principale nemico. Come dare torto oggi a chi lo pensa? Persino ereditare una casa dalla propria famiglia oggi è un incubo. Una volta le eredità aiutavano chi si trovava in difficoltà. Oggi ricevere in dote un bene immobile è una condanna. IMU e altre tasse pesantissime lo rendono un fardello, e in un momento di crisi del mercato immobiliare persino disfarsene è un problema a volte insormontabile.

Lo Stato, le Regioni e i Comuni succhiano le risorse delle aziende e quelle dei cittadini. Tasse su tasse. E se rimane qualche soldo da spendere per acquistare qualcosa nei negozi, lo Stato ti succhia un altro 22% con l’IVA. Ogni volta che si compra qualcosa lo Stato pretende un quinto del valore di ciò che si è comprato. Un’ennesima tassa dopo che su quell’oggetto si sono già pagate infinite tasse. Ma come si può pensare di competere con il resto del mondo e di uscire dalla crisi mortificando quotidianamente le persone, facendole vivere nel terrore che uno tra i milioni di tentacoli di questo sistema ingordo si prenda anche le mutande e tutto il resto?

Barack Obama ha detto che nel 2014 usciremo dalla crisi economica globale. Forse ce la faranno gli Stati Uniti, ma ho seri dubbi che per l’Italia l’anno nuovo possa essere meno duro di quello appena trascorso. Non è cambiato nulla, salvo rendere la situazione ancora più dura per i cittadini. Quello che serve è un cambiamento, un passaggio drastico. Senza arrivare al qualunquismo pericoloso dei grillini, serve però un “Aufhebung” che ci permetta di ricominciare da capo. Distruggere un sistema malato e ricostruirne uno nuovo, più pulito, più etico, più equilibrato, più saggio, più ottimista. Un Italia nuova per chi verrà dopo di noi.

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