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Fermato un peschereccio italiano dalle autorità tunisine

Affiancato da una motovedetta della dogana, è stato condotto in porto

La notizia ci giunge dalla Marina Militare: il peschereccio italiano Cartagine, proveniente da Mazara del Vallo, e che si trovava in navigazione a circa 70 miglia dalle coste della Tunisia, è stato affiancato da una motovedetta della dogana, e dirottato verso il porto tunisino di Sfax. A diffondere l’avviso, un altro peschereccio italiano, il Twenty Two, che ha avvisato via radio la nave Sirio della Marina Militare. I ripetuti tentativi di contattare via radio il motopesca e la motovedetta sono caduti nel vuoto: intorno alle 19:30 del 20 settembre il peschereccio Cartagine, a bordo del quale si trovavano 9 persone (cinque tunisini, quattro mazaresi di cui uno di origini tunisine), è entrato nelle acque territoriali della Tunisia.
La notizia ha lasciato amareggiato Giovanni Tumbolo, il presidente del distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo: “bisogna trovare subito una soluzione”, ha affermato. “In questo modo non si può andare avanti. La nostra marineria è in ginocchio e non può più continuare a subire questi atti.”

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