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Siria. Armi chimiche: restano pochi dubbi sull’utilizzo

Italia: condanna totale. Spari sugli ispettori dell’Onu inviati a verificare

Restano ormai pochi dubbi sull’utilizzo indiscriminato in Siria di armi chimiche, gas letali che sono stati banditi su scala internazionale. Così sostiene John Kerry, segretario di stato degli Usa, che aggiunge che il comportamento del governo siriano “non era quello di un regime che voleva provare al mondo di non aver usato armi chimiche”: il presidente Obama, sostiene, ritiene che i responsabili dell’uso di armi chimiche siano tenuti a rispondere. Condanna totale anche da parte dell’Italia: “si è oltrepassato il punto di non ritorno”, e Bonino suggerisce una campagna internazionale per l’esilio di Assad, o il suo deferimento alla Corte penale internazionale.
Gli ispettori dell’Onu, intanto, si sono ritrovati il bersaglio di alcuni spari mentre cercavano di avvicinarsi ad uno dei sobborghi della città, colpito, pare, dall’attacco dei gas chimici. I colpi sembrano essere stati utilizzati per un tentativo di impedire le indagini: alcuni degli ispettori, tuttavia, sono riusciti ad entrare a Muaddamiya. Il governo accusa “bande armate” per gli spari dei cecchini: diverse le parole dei Comitati di coordinamento locale, che riportano di spari “provenienti dal posto di blocco dei servizi di sicurezza militari e dei comitati popolari”.

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