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Sanremo 2013: ieri sera definite tutte le canzoni dei ”campioni”

Belle canzoni tra ”campioni” e ”giovani” in gara. Asaf Avidan come ospite della serata

Una seconda serata di buona musica. Al di là della convenzionalità dello show sanremese, la serata di ieri mi ha permesso di spegnere il televisore soddisfatto dello stato della discografia italiana. Ad aprire la serata sono stati i Modà. Per loro la terza esibizione al Festival. In buona forma il gruppo capitanato da Francesco Silvestre, voce che ieri sera non ha deluso nei due pezzi “Se si potesse non morire” e “Come l’acqua dentro al mare”. La prima ha superato lo scoglio dell’eliminazione decretata da Giuria della Stampa e televoto del pubblico. Aldilà della tipicità tematiche sull’amore delle loro interpretazioni, il gruppo riesce sempre a portare freschezza nella musica leggera italiana. A seguire si è esibito Simone Cristicchi, nota dolente della serata a mio avviso. La prima canzone affidata al giudizio di pubblico ed esperti è intitolata “Mi manchi”: un brano che non sembrava “rientrare nelle corde” del cantautore che in più di un acuto non ha saputo rendere credibile la sua performance. A passare alla serata successiva è infatti stata “La prima volta (che sono morto)”, una ballata più appropriata al personaggio di Cristicchi al limite sempre tra serietà ed ironia: pregevole il pezzo del brano in cui il defunto incontra suo nonno nell’aldilà e risponde alla domanda del suo avo partigiano (“ma poi il mondo l’avete cambiato??”) con l’imbarazzante frase “Dai nonno..ehm..facciamo che ti offro un gelato?!”.
Malika Ayane ha portato la sua particolare voce sulle parole di un brano scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, “E se poi” che ha battuto l’altro pezzo della cantante “Niente”. La miscela di sonorità etniche partenopee, arabe e giamaicane è stato il perno dell’esibizione degli Almamegretta. Il ritorno di Raiz alla voce del gruppo napoletano ha caratterizzato fortemente la loro performance. “Mamma non lo sa” (un pezzo dal ritmo raggae) si aggiudica la vittoria su “Onda che vai”, una canzone dal testo molto poetico che dipinge scenari sognanti e lontani. Max Gazzè ha presentato due delle canzoni più innovative della serata: il ritornello della vincitrice “Sotto Casa” è un mix di sonorità popolari alla Raffaella Carrà, ballate in contro-tempo e musica elettronica. La sconfitta “I tuoi maledettissimi impegni” è stata comunque apprezzata da pubblico e giuria che hanno decretato il suo “destino” per pochi voti di differenza dalla vincitrice.
Al contrario Annalisa non ha brillato per la bellezza delle canzoni con cui si è presentata al Festival, che risultano obsolete e ripetitive, ma per la qualità del suo cantare. La sua esibizione, sotto il punto di vista della tecnica canora è tra le meglio riuscite delle due serate. L’artista proveniente dalla Scuola di Amici di Maria de Filippi sbarca alla semi-finale col brano “Non so ballare”. A chiudere la serata “Campioni” Elio e le Storie Tese. C’è poco da dire: con la musica riescono a fare quello che vogliono. Entrano in scena vestiti da cantanti Gospel per presentare “Dannati Forever”, una canzone sulla dannazione eterna dovuta ai comuni peccati che un uomo commette all’interno della propria esistenza. Ma il meglio deve ancora venire: è con la seconda canzone che distanziano gli altri concorrenti nei miei apprezzamenti personali. “La canzone mononota” è letteralmente un “giocare con la musica”. Stacchi, accelerazioni, citazioni, virtuosismo, ironia..insomma Elio e le Storie Tese. Il brano passa con l’88% dei voti.
Prima serata di “giovani” esibizioni ieri. A sfidarsi sul palco per due posti quattro candidati: Il Cile, Irene Ghiotto, Renzo Rubino e i Blastema. Passano gli ultimi due: una canzone su un amore omosessuale per il primo (“Il Postino – Amami uomo”), un brano graffiato di rabbia giovanile per i secondi (“Dietro l’intima ragione”).
L’ospite che ha dato luce alla scena dell’Ariston è stato l’israeliano Asaf Avidan (guarda il video), artista dalla voce particolare definita da alcuni esperti un mix tra Janis Joplin e Jonny Cash, che con la sua “Reckoning Song” ha incantato pubblico a casa e tecnici in sala , tanto da richiedere un bis del ritornello.

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