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La Fondazione di Piacenza fa causa a JP Morgan. E se la perdesse?

Cavazzuti: ”Difficile che un giudice consideri una Fondazione bancaria non in grado di capire la natura altamente speculativa del derivato”

La Fondazione di Piacenza e Vigevano, per definizione, “sviluppa azioni di supporto sinergico e sostegno alle iniziative dell’ambito culturale e socio-assistenziale”. L’ente è forse il più importante del territorio piacentino, e le personalità locali fanno a gara per un seggio in consiglio di amministrazione. “La Fondazione”, si legge sul sito web ufficiale, “svolge le attività di propria competenza con grande attenzione ai valori locali ed estrema trasparenza di operato, mantenendo costantemente la stretta adesione agli obiettivi statutari”. Eppure in questi ultimi anni sono in molti ad interrogarsi sulla bontà di alcune operazioni finanziarie che metterebbero a rischio il forziere di Piacenza. Dopo il recente scandalo che ha travolto Monte dei Paschi di Siena e di rimbalzo ha colpito la nostra Fondazione, abbiamo deciso di cercare qualche risposta.
Ne abbiamo parlato con un legale esperto in diritto bancario e consulente di Federconsumatori, Dario Cavazzuti, il quale ha cercato di fare luce sui rischi che sta correndo la nostra Fondazione. “Il contratto derivato tra la Fondazione e JP Morgan, sembrerebbe un derivato creditizio, un Total Return Swap (TRS)”, secondo il quale “un soggetto cede a un altro soggetto tutto il rischio e il rendimento di un sottostante, a fronte di un flusso di pagamenti che viene pagato a determinate scadenze”. Va sottolineato che con questo tipo di contratti viene ceduto, appunto, tutto il rischio. Nello specifico, ci ha spiegato Cavazzuti, “JP Morgan ha ceduto alla Fondazione tutto il rischio e il rendimento di obbligazioni F.R.E.S.H. MPS (cedola = tasso Euribor a 3 mesi + 4,50% di interessi) a fronte del pagamento del tasso Euribor 3 mesi + 1,20% ogni 3 mesi, calcolato su un capitale virtuale di 15 milioni di euro”.

Fermiamoci un attimo per fare un piccolo esempio in grado di chiarire ulteriormente tutti i dubbi sul prodotto.

Fondazione
Euribor 0,80 + 1,20 = 2%. 15 milioni X 2% = flusso Fondazione EUR 300.000.
JP Morgan
Euribor 0,80 + 4,50 = 5,30%. 15 milioni X 5,30% = flusso JP Morgan EUR 795.000
Differenza tra i flussi = 795.000 – 300.000 = 495.000. JP Morgan paga la differenza.

A ben guardare non sembrerebbe così complicato. “Il Tasso Euribor è uguale per entrambe le parti,” ci illustra il nostro consulente legale. “La differenza sta nello spread. Ogni 3 mesi JP Morgan garantisce alla Fondazione il 3,30% (4,50 – 1,20)”.

Dov’è il trucco, quindi?

“Primo problema: i titoli FRESH sono obbligazioni convertibili in azioni MPS. Quindi il loro rendimento è collegato al rendimento delle azioni. Inoltre: le cedole del Fresh vengono pagate solo se la banca corrisponde dividendi o distribuisce utili alle azioni”, chiarisce Dario Cavazzuti.

“Secondo problema: i FRESH non hanno scadenza. Sono obbligazioni ‘perpetual’. La Fondazione può rientrare nel possesso del capitale investito virtualmente soltanto vendendo le obbligazioni sul mercato o convertendole in azioni MPS oppure pagando la minusvalenza a JP Morgan”.

“Terzo problema: il prezzo della conversione dei FRESH in azioni MPS era predefinito in contratto: EUR 3,38 per azione. Il primo luglio 2008 (giorno della stipula del contratto) le azioni MPS erano quotate EUR 1,5. Meno della metà! Nel settembre 2008 dopo il crack Lehman il FRESH aveva già perso il 45%.”

“Dalla stipula del contratto (luglio 2008) le azioni MPS sono crollate, vanificando l’apparentemente ricca cedola di interessi dei FRESH. Da qui la minusvalenza di quasi 10 milioni per la Fondazione”.

L’analisi di quello che – a noi inesperti – sembra un delirio finanziario è stata effettuata da Cavazzuti senza aver potuto visionare il contratto derivato, ma soltanto i bilanci della Fondazione, quindi con margine d’errore. In ogni caso da un articolo del “Corriere della Sera” del 6 febbraio 2013 emerge che la Fondazione avrebbe citato in giudizio davanti al Tribunale di Bologna sia Prometeia (consulente finanziario della Fondazione) sia JP Morgan. Secondo la Fondazione, Prometeia non avrebbe comunicato che le cedole dei FRESH potevano essere azzerate se MPS non avesse prodotto utili distribuibili e che JP Morgan avrebbe scaricato i rischi sulla Fondazione.

“Però i FRESH hanno sempre pagato le cedole fino ad aprile 2012,” conclude Cavazzuti. “Dalle cronache degli ultimi giorni sembra invece che il Regolamento delle obbligazioni redatto da MPS riportasse chiaramente questa ipotesi. Che JP Morgan abbia scaricato i rischi su controparte è normale. L’essenza stessa del derivato di cui sopra è quello di spogliarsi di un rischio e rifilarlo a controparte, essendo lo strumento finanziario aleatorio per eccellenza. In certi casi può portare a perdite teoricamente illimitate. Difficile inoltre che un giudice consideri una Fondazione bancaria non in grado di capire la natura altamente speculativa del derivato (peraltro ampiamente ammessa nei bilanci della Fondazione)”.

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