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Forza Abidal! L’estremo tentativo di Éric di tornare a dare calci ad un pallone

Il terzino del Barça non si è ancora arreso, nonostante l’operazione al fegato dello scorso aprile

Il 15 marzo 2011 gli viene diagnosticato un tumore al fegato; due giorni dopo, viene operato per la rimozione. Meno di due mesi dopo, il 3 maggio 2011, il “Camp Nou” lo accoglie con un’ovazione per il suo ritorno in campo nei minuti di recupero della semifinale di ritorno di Champions League; l’11 maggio è già, di nuovo, nell’undici titolare della squadra più forte del mondo. Il 28 maggio 2011, l’apoteosi: gioca dall’inizio e vince la finale di Champions; al momenti della premiazione, Carles Puyol gli cede la fascia da capitano per permettergli di alzare al cielo il trofeo appena conquistato. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del fortissimo e sfortunato terzino della Nazionale francese e del Barcellona, Éric Abidal.
Per l’ex giocatore di Monaco, Lilla e O.Lione sembrava l’inizio di una seconda vita, confermata dal 18 gennaio 2012, giorno del gol in trasferta al Real Madrid e del prolungamento del contratto sino al 2014.
Ad un anno esatto dalla precedente operazione, però, il sito internet della società catalana diffonde la notizia di un’altra operazione al fegato del calciatore di origine martinicane: questa volta, però, si tratta di trapianto. Il giorno dopo, l’epatologo di Abidal afferma che il suo paziente non potrà più dedicarsi all’attività da professionista, poiché l’operazione ridurrà drasticamente le sue difese immunitarie, costringendolo a sottoporsi a cure speciali per tutta la vita. L’intervento, effettuato in data 10 aprile, ha una durata di nove ore. Il 1º giugno Juan Carlos Garcia-Valdecasas, il medico che ha seguito il decorso del giocatore blaugrana, apre uno spiraglio per una ripresa dell’attività agonistica.
Nonostante non si alleni in gruppo con i compagni e nel suo contratto c’è una clausola che prevede la rescissione qualora non dovesse tornare a giocare entro il 31 dicembre, Abidal continua a lavorare per rientrare in campo e sfodera ottimismo. Premiato giovedì sera col “Prix Pyrenees” dalla Camera di commercio francese di Barcellona, ha infatti dichiarato: “Come dicono i medici, non è normale quello che ho vissuto, cerco di lottare per tornare a giocare: se potrò giocare, bene. Altrimenti non succederà nulla, starò con la mia famiglia”.
L’ormai 33enne guarda già, giustamente, al futuro, dicendo anche che gli piacerebbe allenare i giovani per aiutarli ad arrivare il più in alto possibile. Sognare di poter tornare a dare calci ad un pallone, però, non costa niente, e allora forza Éric, siamo tutti con te!

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