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Coppa del Mondo di Sci. Beaver Creek fa sperare in una nuova ”valanga azzurra”

Nel weekend americano i trionfi di Innerhofer e Marsaglia e il terzo posto di Simoncelli

E’ ancora presto per dire se si tratta di una nuova “valanga azzurra”, ma i presupposti ci sono tutti. I trionfi di Christof Innerhofer in discesa e Matteo Marsaglia in superG sulla pista tradizionalmente non amica di Beaver Creek non sono solo figli del talento dei due (riconosciuto nel caso dell’altoatesino, sorprendente ma non troppo in quello del romano), ma anche di una programmazione mirata, che ha portato la nostra federazione a stringere un accordo con quella statunitense per consentire agli atleti italiani di allenarsi nell’ultimo mese a Copper Mountain, non lontano da Beaver Creek, dove i nostri hanno avuto la possibilità, sino a quest’anno negata, di prendere confidenza con le altissime velocità richieste dal budello di neve del Colorado.
A completare un weekend difficile da dimenticare, il terzo posto di Davide Simonelli in gigante, a cinque mesi dall’incidente in cui rischiò la vita.
Se “Inner” sta bene è una garanzia, abbiamo scoperto Marsaglia, stiamo recuperando Fill e Hell, giovani come Klotz e Paris sono pronti ad esplodere. Se poi ci mettiamo vicino che la squadra sulla carta più forte dovrebbe essere quella tecnica dei gigantisti e degli slalomisti e che le piste su cui siamo tradizionalmente più forti (quelle europee) devono ancora arrivare…
La morale della favola è che la “valanga azzurra” è pronta a rotolare sulle nevi di Schladming dove, se sarà freddo, a febbraio si terrà un Mondiale potenzialmente perfetto per le qualità dei nostri atleti.

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