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La riforma Fornero è un disastro. L’eccessivo costo del lavoro azzera le assunzioni

Ad un mese dall’entrata in vigore gli effetti sono devastanti soprattutto per le piccole imprese e i giovani lavoratori

Diciamocelo: la riforma del lavoro targata Fornero è un disastro su tutti i fronti. Lo dicono i numeri emersi dopo il primo mese dall’entrata in vigore. Partiamo dal fatto che in cinque anni il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni è diminuito di circa un milione e mezzo, ovvero del 20% (fonte Istat). Secondo una ricerca della “Fondazione Studi Consulenti del Lavoro”, nel 93% dei casi la riforma ha impedito l’avvio di nuovi contratti a progetto. E’ un dato allarmante. Il 90% degli studi professionali intervistati sostiene che le regole che disciplinano le nuove assunzioni abbiano creato solo maggiore rigidità, impedendo la nascita di nuovi posti e colpendo in modo durissimo le piccole imprese.
Le nuove assunzioni sono frenate, ancor più in un periodo difficile come questo, dal costo del lavoro dipendente, ormai fuori controllo. Da una diversa ricerca della Fondazione emerge che le aziende pagano il 114% in più rispetto al netto che il dipendente riceve in busta paga. Concorrono tasse, contributi e altre voci di spesa arricchite dalla riforma Fornero da un 1,4% in più che le imprese pagano per ogni contratto a termine.

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