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Incendi e roghi in aumento. L’allarme del Corpo Forestale che segnala un più 93%

A questo si associa anche un significativo aumento della superficie totale percorsa dal fuoco, circa il 63% in più dello scorso anno

Sono oltre 4.700 gli incendi boschivi che hanno interessato la nostra Penisola dal 1 gennaio al 31 luglio 2012. Sono stati 24.000 gli ettari di superficie percorsa dal fuoco, suddivisi in circa 14000 di superficie boscata e circa 10000 ettari di superficie non boscata. Questi i dati rilevati dal Corpo forestale dello Stato nell’attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi.
Dal confronto dei dati rilevati lo scorso anno, nello stesso periodo di riferimento, si evidenzia un aumento rilevante dei roghi, con circa il 93% in più di incendi rispetto allo stesso periodo del 2011. A questo si associa anche un significativo aumento della superficie totale percorsa dal fuoco, circa il 63% in più dello scorso anno, con un più marcato aumento di quella boscata pari a oltre il 110%.
Nel primo trimestre dell’anno, a causa delle particolari condizioni climatiche e dei conseguenti fattori predisponenti sfavorevoli che hanno interessato molte Regioni a seguito delle forti nevicate, si sono verificati un numero di incendi superiore alla media del periodo, soprattutto nelle Regioni del Centro – Nord, mentre nel corso dell’estate le maggiori criticità si stanno riscontrando nelle Regioni Sardegna, Campania, Calabria, Puglia, Toscana e Lazio.
Ancora una volta si evidenzia l’elevata incidenza di cause dolose, all’origine degli incendi boschivi. Per questo il Corpo forestale dello Stato ha intensificato i propri presidi in quei territori considerati più a “rischio”, grazie al personale del Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (NIAB), che, dall’inizio dell’anno ha denunciato a piede libero per il reato di incendio boschivo 276 persone e ne ha tratte in arresto 7 in flagranza di reato.
Giovanni D’Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" invita i cittadini tutti a denunciare i piromani ed i soggetti senza scrupoli che, senza un minimo di senso di rispetto del territorio, sperano ancora di lucrare attraverso la cancellazione di interi tratti del nostro paesaggio, spesso sottosposto a vincoli speciali, per subdoli interessi edilizi e quindi per squarciare quel velo di omertà che coinvolge il paese senza distinzioni di aree geografiche.
Si invoca in particolare l’attenzione delle autorità preposte in punti particolarmente sensibili ove sono state annunciate possibili speculazioni edilizie, tra tutte l’area nei pressi di Porto Selvaggio in Nardò provincia di Lecce di recente rimbalzata sulle cronache per un piano di lottizzazione che prevederebbe la realizzazione di villaggi turistici.

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