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Olimpiadi. Cinque tra le vicende più emozionanti nella storia dei Giochi

A due giorni dalla cerimonia d’apertura, alcune fonti d’ispirazione per gli atleti di Londra

Due giorni alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Londra 2012. Nel mare delle storie che hanno contribuito a formare l’epica dei Giochi moderni, ecco le cinque che ho pescato per voi, con l’auspicio che siano d’ispirazione per gli atleti che si daranno sportivamente battaglia nella capitale londinese. DORANDO PIETRI: nei primi Giochi londinesi, quelli del 1908, entra in solitaria nello stadio, ma
durante gli ultimi metri della sua maratona collassa varie volte e deve essere assistito dai giudici per poter tagliare il traguardo. Squalificato, ma mentre più nessuno ricorda il nome del vincitore Johnny Hayes, quello di Pietri resta nella leggenda.
ERIC LIDDELL: ispirò uno dei più grandi film sullo sport di sempre, “Momenti di gloria”, rinunciando ai Giochi di Parigi 1924 alla finale dei 100 metri per rispettare, in quanto fervente cattolico, la festività domenicale. Trionfò poi sui 400.
JESSE OWENS: l’americano di colore vinse a Berlino nel 1936, davanti agli occhi di Hitler, 100, 200, 4×100 e salto in lungo. Serve aggiungere altro?
NEROLI FAIRHALL: si parla tanto, e giustamente, del sudafricano Oscar Pistorius, ma il primo atleta paraplegico a partecipare alle Olimpiadi è stata questa neozelandese, giunta 34esima nel tiro con l’arco nell’edizione di Los Angeles 1984.
ROHULLAH NIKPAI: a Pechino 2008 vinse la prima medaglia olimpica per l’Afghanistan, un bronzo, nei pesi mosca di taekwondo, dopo aver vissuto per dieci anni in Iran come rifugiato.

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