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Ora legale. Le origini, da Benjamin Franklin all’introduzione in Italia nel 1916

Franklin pensava già al risparmio energetico, ma non fu ascoltato

Lo scienziato e politico statunitense Benjamin Franklin, nel 1794, pubblicò un’idea sul quotidiano francese “Journal de Paris”. Il genio poliedrico, che fu uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti, evidenziò come l’introduzione dell’ora legale avrebbe influito positivamente sul risparmio energetico dei Paesi industrializzati. Purtroppo nessuno intuì le evidenti potenzialità del suo intervento e trascorse un secolo prima che l’idea venisse ripresa in considerazione. Nel 1907, in Gran Bretagna, il costruttore William Willet propose di introdurre l’ora legale per far fronte alle esigenze energetiche ed economiche provocate dalla Prima Guerra Mondiale.
Qualche anno dopo, precisamente nel 1916, la Camera dei Comuni di Londra approvò per la prima volta l’ora legale (il “British Summer Time”) che obbligava il popolo a spostare le lancette dell’orologio in avanti di un’ora in estate.
Molti Paesi, tra cui l’Italia, nel 1916 imitarono l’iniziativa. Nel nostro Paese l’ora legale è stata adottata per la prima volta tramite il decreto legislativo n. 631 del 25 maggio 1916, rimanendo in vigore solo 4 anni (fino al 1920). Abolita e ripristinata numerose volte, venne adottata definitivamente con una legge del 1965, in pieno periodo di crisi energetica. In quegli anni l’ora solare veniva ripristinata nel mese di settembre. Oggi, per incrementare il risparmio energetico, viene introdotta l’ultima domenica del mese di ottobre.

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