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Marco Carta su Vanity Fair spiega perchè sia scomparso

Dopo circa 2 anni di assenza, ecco che Marco torna sotto i riflettori con un nuovo album, Necessità lunatica

Ce l’aveva fatta. Un successo dopo un’altro: la vittoria ad “Amici” nel 2008, Sanremo nel 2009 e un susseguirsi di dischi di platino e oro. Eppure all’improvviso è sparito da sotto i riflettori e nulla più: “Non riuscivo più a vivere bene”. Non più Marco il ragazzo. Ma Marco il cantante di successo, immagine, non persona, che spunta ovunque: “Mi vedevo ovunque. Mi specchiavo, in bagno, e provavo come un’asfissia, una nausea. Mi dicevo: ‘Ancora tu?'”.
Marco è stato colpito da una sensazione di malessere e soffocamento dovuto al successo venuto troppo di fretta, forse ancora troppo giovane e ha avuto bisogno di silenzio, di dire Basta!. “Non riuscivo neanche a trovare un paio di giorni per andare ad abbracciare mia nonna in Sardegna. Ero pieno di domande. Avevo bisogno di risposte”, questo lo confessa nell’intervista a Vanity Fair (edizione in edicola da domani).
Sul perché è sparito c’entrano «uno squarcio», e «un bagliore». Lo squarcio è quello che “lascia una mamma quando va via troppo presto: non c’è niente da fare, sta lì nello stomaco, non si riassorbe”. Il bagliore è quello “di un successo che arriva e di colpo, e da cui a un certo punto serve riparo”.
A pesare, anche la pressione delle fan, a volte eccessivamente asfissiante: “C’è stato qualche graffio, qualche collanina strappata. Baci e carezze memorabili. Pure delle mamme. Fino ad allora non mi aveva mai disturbato, a un certo punto ho sentito la claustrofobia”. Ma Marco ha voluto farcela da solo, perchè conoscendosi, sapeva di cosa aveva bisogno, dunque non ha chiesto aiuto ad un analista: “No. Sapevo di dovere ascoltare solo me stesso e chi mi vuole bene”. E da quello che possiamo vedere adesso, la cura ha funzionato e Marco non è tornato a mani vuote.
“Sì: il 10 aprile torno con un album, “Necessità lunatica”. Lo anticiperà il 23 marzo il singolo “Mi hai guardato per caso”. Racconto un’altra paura: quella di quando ci si finge indifferenti verso una persona che invece ci ha stravolto i sensi. Terrorizzati dall’idea di non essere ricambiati”.
Nell’intervista Marco ha parlato della perdita della madre, ricordando che è morta a 26 anni, l’età che lui ha adesso: “Mamma aveva 26 anni, quanti ne ho io ora, e la domenica mattina mi portava a messa. Partivamo da casa di buon’ora e ci fermavamo a prendere una pastarella: mi piaceva cantare nel coro con in bocca il sapore di zucchero a velo e crema, e sognavo lo Zecchino d’oro. Di lì a poco, lei sarebbe morta”.

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