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Questione Gls di Montale. Intervengono Cgil, Cisl e Uil

Le sigle sindacali sulla situazione facchini Gls: Da questi soggetti (policiti) ci si aspettava più senso di responsabilità.

Piacenza – Il settore logistico a Piacenza continua ad essere travagliato da troppo tempo, in qualche situazione per la mancanza di rispetto delle regole, per la difformità di applicazione di contratti certi e di scarsi controlli a 360 gradi negli appalti. Alla fine dello scorso anno all’interno dell’Osservatorio Provinciale per il Facchinaggio, organismo fortemente voluto a livello nazionale dal sindacato confederale, attraverso il confronto con la Dpl e gli altri soggetti datoriali e istituzionali che lo compongono, si è costruito un primo punto stabile minimo attraverso la definizione delle tariffe di riferimento per livello nel settore.
Come OO.SS di categoria stiamo operando attraverso la definizione di protocolli d’intesa, a partire dal coinvolgimento della società committente dell’appalto, per farne riconoscere i contenuti nei contratti commerciali da stipularsi con i Consorzi e le Cooperative del settore, al fine di garantire l’applicazione del CCNL di riferimento.
No alla violenza, sì al confronto e alla legalità. E’ questo il messaggio lanciato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti all’indomani delle nuove proteste che hanno agitato la Gls di Montale, «dove certi soggetti non rappresentativi e non firmatari del contratto usano come metodo la violenza». Come ricordano le tre sigle sindacali, picchettare per impedire a chi vuole recarsi al lavoro di entrare in fabbrica o di uscire, oltre a essere un metodo coercitivo che limita la libertà individuale, rappresenta un reato.

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