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Guida in stato di ebbrezza. Lavoro non retribuito per evitare la condanna penale

E’ ora possibile evitare le più gravi sanzioni e conseguenze dichiarandosi disponibili a lavorare per la società

A chi non è capitato di uscire dal ristorante sperando di non incontrare una pattuglia della Polizia. Si perché basta davvero poco per essere dichiarati in stato di ebbrezza e andare così incontro a danni enormi. C’è anche chi ha perso il lavoro in seguito alla sospensione della patente che ne consegue. Non solo ma se il tasso alcolico è superiore a 0,8 (potrebbe essere sufficiente una birra) si dovrà anche subire un processo penale e quindi trovarsi poi la cosiddetta fedina penale non più linda. In certi casi è prevista anche la confisca dell’auto (l’auto viene messa all’asta e venduta anche se trattasi di automobile di valore).
Ora però esiste un utile rimedio. Salvo che si sia determinato un incidente stradale, è possibile chiedere di essere sottoposti a lavoro non retribuito di pubblica utilità. In tale modo si eviterà condanna penale, sanzioni pecuniarie, confisca dell’auto e la durata della sospensione della patente sarà dimezzata. Questo è quanto dispone il comma 9 bis recentemente inserito nel corpo dell’art. 186 del Codice della Strada.
Finalmente anche il nostro ordinamento inizia a fare ricorso a pene alternative basate sulla punizione e rieducazione attraverso il lavoro di pubblica utilità, esperienza già da tempo proficuamente maturata in numerosi altri sistemi soprattutto di matrice anglosassone.

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