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Spesa famiglie. Secondo IntesaSanPaolo si torna ai livelli di 30 anni fa

Crollo del -1,5% su cibi e bevande. Famiglie italiane in difficoltà sulla spesa alimentare

Le famiglie italiane hanno difficoltà anche con il carrello della spesa: sul mercato nazionale i consumi di prodotti alimentari, bevande e tabacco (unico punto positivo) hanno mostrato un calo dell’1,5% a prezzi costanti. Ci viene segnalato da un rapporto Intesa San Paolo, il quale afferma che in termini di spesa pro capite il dato 2011 riporta i livelli indietro di quasi 30 anni.
La crescita registrata dall’Istat nella media del 2011 per le retribuzioni lorde (per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno), nel complesso dell’industria e dei servizi (+2,2%) è uno dei valori più bassi degli ultimi anni, che eguaglia i minimi del 2009, quando si verificò un effetto di rimbalzo negativo sull’anno precedente (legato a una concentrazione di rinnovi contrattuali) e del 2007. Si tratta di uno dei peggiori dati, degli anni più recenti.
Nella media del 2011 le retribuzioni lorde (per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) aumentano, nel complesso dell’industria e dei servizi, del 2,2% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat. Il rialzo delle retribuzioni di fatto risulta in rallentamento a confronto con il 2010 (+2,9%) e inferiore al livello registrato dall’inflazione nel 2011 (+2,8%)
Quello che questi dati ci indicano è che “si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l’agroalimentare”.
Nel rapporto, si evidenzia inoltre che “l’incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere una nuova riduzione dei consumi”. Consumi che “continueranno ad essere molto prudenti a fronte di risorse reddituali sempre più scarse”. Quello di cui non ci rendiamo conto è che più i consumi saranno “prudenti” e “moderati”, più il mercato stagna e meno soldi girano, creando serie conseguenze negative in campo finanziario.

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