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Individuato il più grande buco nero dell’universo conosciuto

Un team di scienziati dell’università di Berkeley in california ha scoperto due nuovi buchi neri estremamente massivi a oltre 300 milioni di anni luce da noi

No, per una volta non stiamo parlando del debito pubblico italiano, ma di mostri altrettanto spaventosi. Si ritiene che ogni galassia contenga al suo centro un buco nero super-massivo (cioè dotato di miliardi di volte la massa del nostro sole), ma gli oggetti scoperti dagli scienziati californiani battono largamente il record precedente.
La massa stimata per i corpi celesti è di circa 9.7 miliardi masse solari per quello collocato nella galassia NGC 3842, e di addirittura 21 miliardi per quello scoperto nella galassia 4889 (il record precedente era si “soli” 6.7 miliardi). La misurazione della massa viene dedotta dalle velocità orbitali delle stelle circostanti, una valutazione molto complessa e laboriosa.

Non è chiaro come si possano formare buchi neri cosi grandi, visto che nascono dalla morte di una stella, sono state fatte diverse ipotesi a riguardo: dall’accrescimento per inglobamento di materia circostante, fino al collasso di enormi nubi di materia (delle specie di proto-galassie che collasano su loro stesse).
Si sa ancora poco di questi oggetti cosmici: a causa delle loro caratteristiche non è possibile osservarli direttamente, ma solo percepire la loro presenza attraverso l’intenso campo gravitazionale che esercitano sui corpi celesti circostanti. Secondo la teoria della relatività, nelle regioni occupate da un buco nero la curvatura dello spaziotempo diverrebbe infinita. Questo risultato può essere interpretato come presenza di cunicoli che collegano due regioni diverse dello spaziotempo. Almeno in linea teorica percorrendo alcuni di questi cunicoli sarebbe possibile viaggiare nel tempo, poiché il modello non prevede alcuna differenza tra le tre dimensioni spaziali e quella temporale.

Al di là delle affascianti ipotesi che restano per il momento fantascienza, lo studio dei buchi aiuta gli scienziati a meglio decifrare natura e le leggi che la governano.

(foto: NASA)

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