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Scoperto il primo esopianeta adatto alla vita

La NASA ha dato la conferma lunedi 5 dicembre, si tratta del pianeta Kepler-22b, che si è già guadagnato l’appellativo di pianeta gemello della Terra

La scoperta è avvenuta grazie al telescopio Kepler, osservando le periodiche attenuazioni di luminosità di una stella simile al nostro sole anche se leggermente più fredda.

Per il momento non si sa ancora molto ed è ancora presto per farsi prendere dai facili entusiasmi, poiché il quadro delle informazioni disponibile agli scienziati è ancora parziale. Per dettagli più precisi bisognerà attendere il prossimo "transito" del pianeta, previsto per metà 2012; occasione in cui le condizioni per l’osservazione saranno ottime.

I dati disponibili fino ad ora, sono comunque incoraggianti. Kepler-22b si colloca in pieno nella fascia abitabile (ovvero nella zona in cui la temperatura consente la presenza di acqua allo stato liquido) e ha un periodo di rivoluzione non troppo diverso da quello terrestre: circa 290 giorni (contro i 365 di quello del nostro pianeta).

In assenza di atmosfera la temperatura superficiale media dovrebbe aggirarsi attorno agli unidici gradi centigradi sotto zero (-11°C), ma se il pianete avesse una atmosfera simile a quella terrestre la temperatura si innalzerebbe fino a circa +21°C.
Per quanto riguarda le dimensioni Kepler-22b è classificato come una super-Terra poiché ha un raggio di circa 2.4 volte quello del nostro pianeta.

Le dimensioni sono il dato che preoccupa di più gli scienziati, un corpo di quelle dimensioni potrebbe essere più simile a Nettuno che alla Terra, e quindi, se anche un nucleo roccioso fosse presente, sarebbe interamente ricoperto da oceani e circondato da una densa atmosfera gassosa. Sulla composizione del pianeta gli scienziati non dispongono ancora di alcun dato certo.

Se la densità di Kepler-22b si rivelasse simile a quella terrestre avrebbe una massa di 13.8 volte superiore quella del nostro pianeta, e una forza di gravità di circa 2 volte e mezzo più elevata. Questo significa che un uomo di 80kg ne peserebbe 192 su Kepler-22b, complicando le ipotesi di una possibile abitabilità.

Ovviamente il lavoro degli scienziati e del telescopio Kepler continua, solo dall’inizio dell’anno sono stati scoperti oltre mille nuovi pianeti (e satelliti) e non è da escludere che molti possano avere condizioni adatte ad ospitare al vita.

Non è ancora chiaro se la vita cosi come la conosciamo sulla Terra sia una rarità o un evento piuttosto comune all’interno del cosmo, ma se la ricerca continuasse a questo ritmo, la risposta potrebbe non tardare ad arrivare.

[Foto: Nasa]

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