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Neutrini superano la velocità della luce.

I fisici invitano alla prudenza, ma se il risultato fosse confermato, costituirebbe una rivoluzione nella fisica moderna.

Fin dalla loro scoperta nel 1930 ad opera del fisico austriaco W. Pauli, i neutrini sono considerate tra le particelle più elusive della fisica. Sono privi di carica elettrica e interagiscono raramente con la materia, caratteristiche che li rendono estremamente difficili da osservare. Queste particelle misteriose avevano già complicato la vita dei fisici. Recentemente infatti, alcuni esperimenti sembrano aver dimostrato che i neutrini sono dotati di massa, seppur molto piccola, contrariamente da quanto previsto nel modello standard (la teoria fisica che descrive le particelle elemntari). Ma le caratteristiche misteriose sembrano destinate ad aumentare.

Durante un esperimento condotto dal CERN con la collaborazione del INFN, alcuni neutrini hanno percorso gli oltre 720 chilometri che separano Ginevra dal laboratorio del Gran Sasso a una velocià di poco superiore a quella della luce. Se le misurazioni si rivelassero esatte, sarebbe necessario rivedere la famosa teoria della relatività di Einstein, vero e proprio pilastro della fisica moderna, che prevede che la velocità della luce sia un limite estremo invalicabile.

Gli scenari che si aprono a fronte di questa scoperta sono davvero affascinanti. Viaggiando più velocemente della luce si potrebbero esplorare regioni del cosmo altrimenti inaccessibili.
Questa scoperta, inoltre, darebbe nuova linfa anche a ipotesi fantascientifiche quali il viaggio nel tempo. Le teoria della relatività, infatti, prevede che il tempo rallenti all’avvicinarsi della velocità della luce, secondo alcune ipotesi superandola si potrebbe addirittura tornare indietro.

Il fenomeno misurato dal team coordinato dal fisico italiano Antonio Ereditato, potrebbe anche spigearsi con l’ipotesi che i neutrini abbiano trovato una scorciatoia, viaggiando in un’altra dimensione (sconosciuta), percorrendo di fatto meno nei 720 chilometri necessari per spostarsi nelle tre dimensioni spaziali a oggi conosciute. Questo permetterebbe di salvare la teoria della relatività le cui previsioni si sono, sinora, sempre dimostrate esatte.

Per il momento è presto per ogni tipo di congettura, gli stessi scienziati, che venerdi 23 hanno pubblicato i risultati di mesi di sperimentazioni invitano alla cautela, attendendo conferme da esperimenti condotti in laboratori indipendenti.

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