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Standard and Poor’s declassa l’Italia. ”Deboli le prospettive del Paese”

Con una decisione inattesa, Standard and Poor’s ha deciso di tagliare il rating sul debito italiano, portandolo da ”A+/A-1” ad ”A/A-1”, con outlook negativo

La classe politica italiana e le inefficienze del settore pubblico in genere sono il vero problema del nostro Paese. E’ ciò che emerge dalle note diffuse da “Standard and Poor’s”, che ha declassato il rating sul debito italiano, portandolo da “A+/A-1” ad “A/A-1”, con outlook negativo. “Questo declassamento dell’Italia”, ha spiegato l’agenzia di rating nella notte, “riflette le deboli prospettive di crescita del paese, la fragile coalizione di governo (…) le differenti posizioni politiche all’interno del Parlamento” che continuano a “limitare la capacità del governo di rispondere in modo deciso alle sfide macroeconomiche sia a livello interno che internazionale”.

Secondo “Standard and Poor’s”, le misure varate non senza difficoltà dal Governo, con una manovra complessiva da 60 miliardi, si tradurranno in una crescita ancora più debole dell’economia italiana rispetto alle previsioni dello scorso maggio. Inoltre l’aumento della pressione fiscale in un Paese già gravato da troppe tasse, la crescita prevista per i tassi di interesse e la modesta attrazione di investimenti e capitali dall’estero, fanno pensare che l’Italia non riuscirà a consolidare i conti pubblici entro il 2013.


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