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Sanità: in calo i ricoveri ospedalieri

Solo Puglia, Campania e Sicilia fanno peggio per numero di ricoveri evitabili a fronte di una riduzione registrata nel resto d’ Italia

Negli ospedali italiani i ricoveri continuano a diminuire e parallelamente si riducono le giornate di degenza. Lo afferma il Rapporto SDO (flusso informativo delle Schede di Dimissione Ospedaliera) commissionato dal Ministero della Salute. L’indagine conferma che l’attività ospedaliera in Italia stimata per l’anno 2010 si attesterebbe a 11.085.404 ricoveri, in diminuzione del 4,9 % rispetto all’anno 2009. In particolare, la riduzione sembrerebbe particolarmente marcata per il day hospital per acuti e per riabilitazione. Le giornate di degenza, anch’esse stimate, risultano pari a circa 70,7 milioni e si riducono del 3,7 %.
E’ quanto evidenziato nel Rapporto preliminare sull’attività di ricovero in Italia per l’anno 2010, elaborato dal Ministero della Salute in base ai dati ricavati dalle schede di dimissione ospedaliera (SDO).
Il tasso di ospedalizzazione del 2010, comprensivo delle varie tipologie di attività (acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e day hospital), è circa 174,5 per 1.000 abitanti, in diminuzione rispetto al 184,4 per 1.000 abitanti del 2009 e al 193 per 1.000 del 2008.
La riduzione più evidente si registra nel tasso di ospedalizzazione per acuti che passa, per il ricovero ordinario, da 124 per 1.000 abitanti nel 2009 a circa 120 per 1.000 abitanti nel 2010, e per il ricovero diurno, da circa 53 a 47 per 1.000. La variabilità regionale nella composizione del ricovero tra modalità diurna e ricovero ordinario e nei volumi di prestazioni persiste ed è ben rappresentata nel grafico seguente:
Le dimissioni con DRG chirurgico raggiungono circa il 41,5%, e confermano il trend di crescita rispetto agli anni precedenti; i ricoveri chirurgici eseguiti in day surgery costituiscono il 31,5% delle dimissioni con DRG chirurgico.
La degenza media è sostanzialmente stabile da diversi anni e posizionata su 6,7 giorni. La degenza media pre-operatoria scende lievemente a 1,87 giorni.
L’elevata incidenza di parti cesarei, fenomeno prettamente italiano, mostra solo una lieve diminuzione, nonostante siano stati messi in atto dalle regioni ripetuti e significativi interventi. La percentuale rispetto al totale dei parti è di 38,2% nel 2010, con valori massimi registrati in Campania (61,6) e Sicilia (52,8). In particolare valori superiori al 40% di parti cesarei si rilevano in tutte le regioni del centro-sud ad eccezione della Sardegna (dato 2009).
La pubblicazione offre una analisi preliminare dei dati delle schede di dimissione ospedaliera per l’anno 2010, come risultanti alla data del 5 aprile 2011: i dati sono ancora provvisori e passibili di integrazioni e modifiche. Ove mancanti, i dati sono stati integrati con il corrispondente periodo dell’anno precedente, in modo da considerare in ogni caso un arco temporale di 12 mesi a beneficio della leggibilità e confrontabilità dei dati. La copertura delle strutture ospedaliere, pubbliche e private, del flusso informativo 2010 è complessivamente pari a circa 89%.
A parere di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", l’Ospedalizzazione elevata è a causa di vaccinazione inadeguata, carenza di controllo extra-ospedaliero, mancanza di una corretta gestione delle criticità, come diabete e ipertensione che provocano un eccessivo ricorso ai ricoveri ospedalieri, soprattutto quelli per acuti e per la fascia d’età tra i 65 e i 74 anni.

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