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Minicar. Lettera di un padre dopo l’incidente di Bologna

Si torna a discutere e la domanda è sempre la stessa. Colpa del mezzo di trasporto o di chi lo guida

Tre ragazzi si sono schiantati a bordo di una minicar a Bologna. Il ragazzo alla guida, un 17enne, è in coma. Come è capitato dopo ogni incidente che ha coinvolto quadricicli leggeri, anche qusta volta si è sollevato un polverone. Tutti a chiedersi se le minicar sono sicure o meno.
In questo caso è la lettera di un padre, giunta alla nostra redazione come crediamo a molte altre, a colpirci maggiormente.
“Gentile direttore – scrive A.P. – apprendo dai giornali che un ragazzo è in coma dopo un incidente a bordo di una minicar. E’ difficile esprimere liberamente un’opinione quando la vita di un giovane è appesa ad un filo, soprattutto quando l’opinione in questione va un po’ contro corrente”.

“Mio padre, un signore che oggi ha 89 anni, ha guidato per più di un decennio un quadriciclo leggero. Era un uomo forte e straordinariamente lucido, e il fatto di potersi muovere autonomamente, senza pesare sui figli e sui parenti, a mio avviso gli ha allungato la vita. Per lui la minicar ha rappresentato moltissimo”.

“Quando si parla di minicar spesso si dimentica che il prodotto quadriciclo leggero ha una valenza sociale incredibile. Oggi leggiamo i titoloni sui giornali perché alcuni ragazzini utilizzano in modo improprio questo veicolo, superando i limiti di velocità, o ignorando le misure di sicurezza. Nel caso dell’incidente di Bologna, per esempio, perché nessuno ha sottolineato il fatto che sulla minicar c’erano tre passeggeri, quando fino al compimento dei 18 anni la legge vieta al guidatore di portare altra gente?”

“Come per i motorini truccati, o per le macchine di grossa cilindrata lasciate in mano a 18enni neo patentati, la chiave del concetto di sicurezza risiede nel guidatore. Possiamo dotare le minicar di airbag, abs, o costruirle in titanio, ma se un ragazzino il sabato sera la guida dopo avere fumato un paio di spinelli o dopo avere bevuto un cocktail di troppo… bé ogni sforzo dei costruttori si rivela automaticamente vano”.

“Chi, come me, vive a Bologna e vede uscire la sera i propri figli sa che deve avere paura di chi guida ubriaco e sotto effetto di stupefacenti. Non sono il motorino, la minicar o l’automobile ad essere pericolosi, ma chi li guida in modo irresponsabile”.

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