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Intervista esclusiva ad Alessia Gazzola, autrice de ‘L’Allieva’

La sua opera prima è alla terza ristampa. Un successo annunciato per questa dottoressa dalla grande bravura. E dotata di un’irresistibile ironia

Quando ho letto il libro di Alessia Gazzola, non ho avuto dubbi: ero certa che la storia di Alice Allevi avrebbe colpito al cuore dei lettori. Simpatia, ironia, e un’elegante e realista sensibilita’ che la rende simile a tutti quanti noi: questo è cio’ che colpisce di lei, specializzanda in medicina legale che deve vedersela con l’omicidio di un’amica.
Il mix tra Katy Reichs e Sophie Kinsella, all’apparenza, c’è: ma sarebbe troppo banale pensarla cosi.

Alessia Gazzola è riuscita a conquistare il folto pubblico di lettori grazie a una piccola grande donna che è piacevolmente parte di tutti noi, con le sue debolezze, fragilita’, ma anche coraggiosa e lottatrice nelle piccole e grandi imprese quotidiane.
Ho desiderato molto conoscere Alessia, la creatrice di questo meraviglioso personaggio: è a lei che pensavo mentre leggevo il libro, è lei che sognavo e che vedevo mentre Alice piangeva, lottava, rideva, si innamorava, e indagava su di un omicidio che tiene tutti col fiato sospeso.
Alessia è una bellissima ragazza, specializzanda in medicina legale, che ha sempre avuto l’hobby della scrittura. Bravissima e piena di talento, si gode il successo del suo primo romanzo, e sta gia’ terminando il seguito.

Siamo di fronte ad un caso editoriale che ha reso felici i lettori, combinando un eccellente mix di ironia e suspence, dal linguaggio semplice ma diretto, esaustivo e di una fluidita’ che mai suscita noia.
Abbiamo chiesto ad Alessia come sta passando questo fortunato periodo della sua vita.

“Sappiamo che sei specializzanda in medicina legale. E’ un ramo difficile, e chiunque pensa che ci voglia comunque stomaco forte e un certo temperamento per poterlo fare. E’ cosi? Anche tu lo sei? E’ sempre stato un tuo sogno poter essere medico legale?”

“Lo stomaco forte è indispensabile, e ammetto che non mi manca, seppur non sia da sempre un sogno farlo. E’ una passione nata alla fine del mio corso di studi quando mi sono accorta che mi offriva la prospettiva della Medicina che io stavo cercando”.

“Sul tuo libro c’è scritto che ‘L’allieva’ è il primo romanzo non letto solo dalla tua famiglia, ma esteso a tutti. Chi è stata la persona vicina a te che ti ha spinto a proseguire con la scrittura?”

“Mia madre su tutti, che ha letto le numerose stesure del manoscritto e che ha creduto nelle sue potenzialità. E nelle mie, ovviamente!
Solo di recente – a pubblicazione avvenuta – mi sono accorta di essere entrata in un mondo nuovo, che mi piace molto e che porta con sé gli impegni di un vero e proprio lavoro. La mia vita è cambiata perché ho più impegni, ma per il resto cerco di tenere i piedi per terra senza affezionarmi al successo, che è mutevole”.

“Qual è l’aggettivo che caratterizza maggiormente il tuo carattere?
Tu come ti definiresti?”

“Sono una piccola furia..”

“Come è nato il personaggio di Alice? Quanto c’è di Alessia in Alice?”

“Lo spunto è stato il mio modo di essere, un po’ distratta ed emotiva. Per il resto Alice è un personaggio d’invenzione, nato quando ero ancora al primo anno di specializzazione, come evasione da una quotidianità un po’ pesante”.

“Qual è il genere che maggiormente prediligi? Leggi romanzi di Katy Reichs o di altre regine del thriller? C’è qualcuna che magari ti ha anche lontanamente ispirata?”

“Come autrici di thriller mi piace Tess Gerritsen, ma io penso di aver scritto una cosa diversa: una commedia con note suspense e mi sento più vicina alla Kinsella o alla Fielding che alla Cornwell!”

“C’è qualche persona che fa parte della tua vita che hai deciso di riportare in un personaggio particolare del tuo romanzo?”

“Sì, nelle amiche di Alice c’è qualcosa delle mie e Giulia è totalmente ispirato a mia cugina. Ma lei ci tiene a precisare che non è tossicodipendente!”

“Secondo te perche’ ‘L’allieva” ha avuto un cosi grande riscontro di pubblico?”

“Penso dipenda dall’originalità dell’esperimento: la commedia mixata al giallo di stampo medico legale evidentemente ha attirato l’attenzione e in linea di massima ha avuto molti consensi”.

“Pensi di aver dato inizio ad una saga? Ci saranno altri romanzi con protagonista Alice?”

“Il seguito è quasi finito e uscirà nei primi mesi del prossimo anno. Mi piacerebbe continuare con una serie, il personaggio di Alice si presta a evoluzioni che mi piacerebbe descrivere.
Inoltre da poco la Endemol ha opzionato i diritti per farne una fiction”.

“Riesci ad avere tempo libero visti i tuoi numerosi impegni?”

“Poco, ma ne ho ancora e lo impiego leggendo, cucinando e passeggiando con il mio cagnolino”.

“Ti piacerebbe scrivere un romanzo di altro genere, tipo d’amore?”

“La mia estrazione è “rosa” più che gialla quindi non lo escludo affatto, anzi non mi dispiacerebbe”.

Auguriamo ad Alessia un grande successo, quello che si merita per aver creato l’Alice che è un po’ in tutti noi.
Un’eroina moderna che ha coraggio da vendere, nella quale tutti quanti ci immedesimiamo, per un motivo o per un altro, e il cui termine ‘eroina’ deriva proprio dal fatto che ha caratteristiche dei comuni mortali, della gente comune.
La dimostrazione che a volte l’eroismo di ognuno è presente anche se apparentemente annebbiato dalle debolezze, non sempre sinonimo di fragilita’.

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