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Pomodoro da industria. Si a un manifesto di filiera con Piacenza

Lo dichiara l’assessore regionale lombardo all’agricoltura Giulio De Capitani

“Un manifesto di filiera per tutelare il nostro pomodoro in vista del cambiamento del regime europeo degli aiuti? Siamo favorevoli. Tutto quanto va nella direzione di salvaguardare il reddito dei nostri agricoltori e la capacità produttiva e commerciale delle aziende non può che trovarci d’accordo”. L’assessore regionale lombardo all’agricoltura Giulio De Capitani, incontrando Marzio Maccarini, candidato nella “Lista per Gropparello – per Marco Canavesi primo cittadino”, dice ‘sì’ alla proposta più volte avanzata dall’assessore provinciale Filippo Pozzi, recentemente incontrato: unire le forze per presentare al ministero un documento unitario che raccolga le istanze delle realtà più virtuose del pomodoro che chiedono tutele, garanzie sui controlli e i comportamenti dei componenti della filiera. “Cambiando gli scenari europei – sottolinea De Capitani – e l’attuale regime degli aiuti, che garantiva ai produttori lombardi 8 milioni e mezzo all’anno, bisogna cercare di ottimizzare i processi interni alla filiera, contando sulle caratteristiche di qualità dei nostri prodotti, in grado di offrire garanzie altrove assenti”.
“Nel ‘manifesto’ che presenteremo al ministro Saverio Romano – rimarca l’esponente di giunta del Pirellone – dovranno essere evidenziate le caratteristiche dei produttori e trasformatori delle nostre regioni. L’obiettivo è, infatti, formulare atti che vadano nella direzione delle caratteristiche specifiche del pomodoro da industria di Lombardia ed Emilia Romagna in particolare”.
De Capitani si è detto d’accordo anche sulla proposta del collega emiliano romagnolo Tiberio Rabboni di trasformare l’attuale distretto di pomodoro da industria nell’organismo interprofessionale che avrà il compito per il Nord Italia di stringere gli accordi annuali tra produttori e trasformatori. “Da tempo – precisa – discutiamo delle strategie da adottare in vista della nuova Pac, dopo il 2013, anche attraverso i tavoli nazionali di confronto tra assessori di settore. La proposta del collega Rabboni incontra il nostro favore perché è in linea con l’obiettivo di valorizzare e qualificare la nostra produzione.
Tra le altre cose la Lombardia ha attivato recentemente, con successo, una politica sui distretti agricoli. Oltre una decina le manifestazioni di interesse accolte dagli uffici regionali. Una di queste richieste è stata formulata da importanti operatori del pomodoro da industria. Cerchiamo di mettere in sinergia i riflessi positivi delle varie iniziative”.
E sul Grana Padano, a pochi giorni dall’assemblea di Desenzano, De Capitani condivide le perplessità di chi pensa – primi tra tutti i vertici dello stesso Consorzio – che una eccessiva produzione possa alterarne l’equilibrio di mercato.
“La Dop del Grana Padano è la più importante a livello mondiale, con i suoi 4milioni e mezzo di forme messe in commercio – ha detto –. La selezione sulla qualità è notevolissima e il consorzio è il primo a voler scongiurare la sovrapproduzione che, inevitabilmente, ricade sulla diminuzione del prezzo alla vendita. Altro aspetto fondamentale: la salvaguardia del prodotto originale dalle sue molteplici ‘mistificazioni’. I dati dicono che di fronte a un’unità autentica, almeno sei cercano di imitarne il marchio. Ai consumatori dev’essere data la possibilità di scegliere un prodotto dopo averlo individuato in modo corretto”.
Dai prodotti d’eccellenza a Expo 2015. Per Piacenza il consiglio firmato dall’assessore lombardo in vista dell’evento è quello di “ottimizzare le presenze attese, progettando pacchetti in linea con il tema dell’edizione (‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’) che siano attrattivi prima, durante ma, soprattutto, dopo l’evento”. Altro suggerimento: “Rendere note le eccellenze già presenti sul territorio, ma rimaste sconosciute ai più”. Riguardo allo sviluppo delle aree isolate e cosiddette “svantaggiate”, poste soprattutto alle altitudini più elevate e presenti tanto in provincia di Piacenza, quanto in Lombardia, l’assessore ha posto l’accento sul valore delle scelte indirizzate a incentivare i nuovi insediamenti e i giovani in agricoltura, la cui “energia propositiva è una grande risorsa per rivitalizzare le zone che soffrono dello spopolamento”. “L’attenzione alle filiere, anche piccole – come quella dell’olio a Gropparello –, la disponibilità a fare squadra e al confronto manifestati dall’assessore De Capitani – ha commentato Maccarini – rappresentano un’opportunità irrinunciabile per i nostri territori. Mettendo in rete contributi importanti possiamo prepararci alle sfide future arrivando agli appuntamenti che contano con un bagaglio di conoscenze ed esperienze condivise che ci permetteranno di cogliere tutte le occasioni che si stagliano nei nostri orizzonti. Il futuro è già qui e va costruito giorno dopo giorno”.

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