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Sviluppo rete telematica della Pubblica Amministrazione

Pollastri: ”La Regione non chieda soldi ai Comuni”

BOLOGNA, "Quasi 200 milioni di euro spesi in sei anni e con quali risultati tangibili?" lo chiede con un’interrogazione Andrea Pollastri (PdL), in merito al progetto di sviluppo della rete telematica regionale per la Pubblica Amministrazione.
La lunga vicenda prende l’avvio nel 2004, quando la Legge n. 11 ha previsto che la Regione perseguisse, di concerto con il sistema degli Enti Locali, la finalità di assicurare a cittadini, imprese ed Enti, condizioni di sviluppo delle loro attività e relazioni, promuovendo le potenzialità delle tecnologie informatiche, l’accessibilità e scambio di dati.
Nel 2007 l’Assemblea Legislativa ha approvato le Linee guida per la predisposizione del Piano Telematico Regionale – PITER (2007-2009), a seguito del quale è stata costituita la "Community Network Emilia-Romagna", attraverso una serie di una Convenzione tra la Regione stessa e gli Enti Locali.

A nome della Community Network la Regione ha presentato i progetti "ALI CN-ER" (Alleanze Locali per l’Innovazione Community Network Emilia Romagna) e "RILANDER" (frutto della fusione, in fase di approvazione, dei progetti "LANDER" e "RIDER"), successivamente sistematizzati e raccolti nell’unico "Progetto di Sistema a Rete regionale".
In seguito la Regione ha individuato in Lepida, trasformata in S.p.a nel 2007, il soggetto titolato, non solo alla realizzazione della connessione a banda larga tra l’intero sistema degli Enti Locali, ma anche a costituire il braccio operativo per la realizzazione del Progetto, promuovendo nuovi servizi, fornendo al territorio l’accesso a nuove tecnologie ed occupandosi della formazione necessaria.

Anche il Ministero dell’Innovazione e Pubblica Amministrazione nel dicembre 2008 ha approvato i progetti ed ha assegnato alle Regione un finanziamento, in seguito trasferito alle Province che, insieme ai Comuni, avrebbero dovuto integrarlo.
"In realtà – spiega Pollastri – la compartecipazione economica da parte degli Enti Locali doveva essere solo una possibilità invece il suo valore ha superato notevolmente quello del finanziamento regionale. Basti citare l’esempio di Piacenza: a fronte dei 130.703,94 euro trasferiti dalla Regione, la Provincia ne metterà a disposizione 80.000,00 mentre i Comuni 197.904,00.
Questo fatto è inaccettabile, sia perché gli Enti Locali stanno attraversano un periodo di difficoltà economica per cui non debbono essere sottoposti ad ulteriori aggravi, sia perché, al fine dell’attuazione del "Progetto di Sistema a Rete Regionale", i Comuni hanno recentemente utilizzato proprie risorse per acquistare le azioni di Lepida S.p.a.

Inoltre, durante i primi sei anni dell’attivazione dei servizi telematici, i Comuni, essendo i beneficiari, non erano mai stati chiamati a partecipare alle varie spese, stante il carattere nazionale del progetto di informatizzazione e l’ingente somma messa a disposizione della Regione, tramite risorse proprie, nazionali e comunitarie, stimabile in circa 200 milioni di euro."
"Chiedo pertanto – conclude l’azzurro – le ragioni per cui si sia chiesto agli Enti Locali la compartecipazione economica alla realizzazione del "Progetto di Sistema a Rete regionale", a quanto corrispondano le risorse proprie della Regione impegnate nel Progetto, il totale delle somme impegnate dal 2004 al 2010 per l’avvio del Piano Telematico e come mai esso non abbia ancora dato risultati tangibili nonostante sia stato avviato quasi sette anni fa.
È altresì importante chiarire i costi di funzionamento di Lepida S,p.a. e la ragione per cui i Comuni abbiano dovuto partecipare al capitale azionario."

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