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L’esordio editoriale dell’Associazione culturale Piacenza Jazz Club

”Jazz in Libertà – Il Jazz a Piacenza dal dopoguerra al nuovo millennio”

Domenica 27 febbraio 2011, alle ore 18.00, presso il circolo culturale "Milestone" di Piacenza (Via Emilia Parmense 27), è in programma la presentazione del libro "Jazz in Libertà – Il Jazz a Piacenza dal dopoguerra al nuovo millennio", primo progetto editoriale dell’Associazione Culturale Piacenza Jazz Club, coprodotto con Editoriale Libertà. Interverranno Stefano Pareti, autore e ideatore della pubblicazione e i coautori Giuseppe "Jody" Borea, Artemio Cavagna e Oliviero Marchesi. La presentazione sarà coordinata dalla giornalista e critico musicale Eleonora Bagarotti. Al termine dell’incontro sarà offerto un rinfresco a tutti i presenti.

La pubblicazione "Jazz in Libertà" celebra un genere musicale consacrato a buon diritto nel gotha delle arti cosiddette "maggiori"; attraverso la raccolta degli articoli pubblicati sul quotidiano "Libertà" di Piacenza dal 1945 al 2000, il libro racconta quanto il jazz sia stato vicino all’animo dei piacentini già dagli anni del dopoguerra. Nato da un’idea di Stefano Pareti, che si è anche occupato della raccolta del materiale e curato da Gianni Azzali, il voluminoso testo ha richiesto un forte impegno di ricerca, catalogazione e trascrizione degli articoli. Annunci, recensioni e fotografie forniscono un quadro ben delineato del forte legame esistente tra il territorio piacentino e la musica jazz, legame che si è rafforzato negli anni, fino a sfociare, nel marzo 2003, nella costituzione dell’attuale Piacenza Jazz Club, istituito senza fini di lucro, allo scopo di promuovere e diffondere la cultura jazzistica in ambito piacentino e nazionale. L’opera letteraria rappresenta il momento culminante di quell’attività di recupero e diffusione della cultura jazzistica che l’associazione persegue fin dalla sua fondazione e che l’ha già portata in questi anni ad allestire presso la propria sede un importante "Archivio del Jazz", con rarità discografiche, saggi, spartiti, video e materiale didattico.

Spiega Gianni Azzali, presidente dell’Associazione Culturale Piacenza Jazz Club e direttore artistico della manifestazione Piacenza Jazz Fest: «Nel nostro piccolo, insieme a "Libertà", da sempre attenta e sensibile all’operato di chi si impegna per la cultura, con questa pubblicazione vogliamo lasciare un segno tangibile della passione che ha animato questo territorio emiliano di frontiera negli anni passati, a memoria nostra e di chi nei prossimi decenni scoprirà con stupore questo meraviglioso genere musicale».

L’excursus del libro parte dalla fine della seconda guerra mondiale: per le strade si respira aria di libertà, si esprime ammirazione e riconoscenza per le truppe americane, c’è voglia di spensieratezza e si desidera buttarsi alle spalle le tragedie e gli orrori del conflitto. Piacenza scopre il Jazz, da quello tradizionale e swing, ricco di allegria, al primo "bebop", frutto di musicisti come Parker e Gillespie, ma è solo nel ’56 che a Piacenza viene costituita la prima associazione di "filojazzisti", il "Jazz Club Piacenza", nato quasi per scommessa, come racconta il quotidiano "Libertà" del 31 ottobre 1956: "Undici giovani assistevano a una infuocata serata musicale di jazz e a uno di essi venne in mente di organizzare altre serate di quel genere, con dischi, con complessi nazionali ecc…". La vocazione di Piacenza per il Jazz, dunque, non è certo recente e nel 1985 porterà alla nascita di un secondo jazz club.
Mentre il bebop perde parte delle sue caratteristiche sperimentali ed evolve in un genere di più facile ascolto, l’hard-bop, passando attraverso il più melodico e rilassato cool jazz, nel febbraio del 1957 a Piacenza fa scalpore un curioso sciopero al Conservatorio "Nicolini", indetto al grido di "abbasso Gillespie e viva Chopin", in occasione di un concerto "blasfemo", organizzato proprio nelle sale del locale liceo musicale: "Sciopero bianco degli allievi del Nicolini mentre i jazzisti si apprestano al concerto" titola "Libertà" in quei giorni.

Il viaggio virtuale del libro prosegue nei decenni successivi, nei quali il jazz affronta le più significative trasformazioni, frazionandosi in molteplici stili: dal jazz modale di Miles Davis e John Coltrane, al free jazz di Ornette Coleman e Cecil Taylor; dal jazz samba, nato dalla collaborazione tra gli esponenti del movimento brasiliano detto Bossa Nova e musicisti jazz come Stan Getz e Charlie Byrd, al cosiddetto genere fusion, frutto dell’avvicinamento al rock e all’elettronica. Piacenza ha vissuto ognuna di queste epoche e "Jazz in Libertà" le ripercorre tutte: per questo possiamo dire che nel libro c’è la storia degli anni più cruciali per l’evoluzione di questo genere musicale, riletta con gli occhi del musicologo, del giornalista o del semplice appassionato. Ognuno di loro ha portato il proprio contributo di emozioni, di memorie e di saperi. Alcuni sono stati direttamente o indirettamente protagonisti, prendendo parte agli eventi, organizzandoli o scrivendone su "Libertà", come Giuseppe Borea, Artemio Cavagna, Oliviero Marchesi e Stefano Pareti. Altri, come Giuseppe Parmigiani, Diego Maj e Luca Garalschelli, dei quali il libro riporta alcune brevi interviste, sono stati figure chiave del periodo preso in considerazione.

La pubblicazione è impreziosita da fotografie dei principali eventi, immagini e gustose illustrazioni a firma di Cristina Martini che, oltre all’impaginazione, ha curato anche l’immagine della copertina. Il prezzo di copertina è di 18,00 euro, ma da sabato 26 febbraio 2011 il libro sarà disponibile in edicola, con il quotidiano "Libertà" di Piacenza, al costo di soli 11 euro (9,80 euro + il costo del giornale). Questa stessa promozione sul prezzo di copertina sarà mantenuta anche per le copie vendute in occasione dei concerti del Piacenza Jazz Fest (5 marzo – 9 aprile 2011), fino al termine della manifestazione.

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