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Mucinasso. Allagamento dovuto all’insufficienza di sfoghi

La regione a Pollastri: ”La responsabilità è del Comune”

BOLOGNA, "Ora le responsabilità sono chiare", così Andrea Pollastri dopo aver appreso dall’Assessore Paola Gazzolo che ha risposto, nel corso del "question time" in Assemblea Legislativa, ad una sua interrogazione a risposta urgente sugli allagamenti che hanno interessato il piacentino nelle prime settimane di novembre.

Per quanto riguarda l’abitato di Fontanaccia di San Pietro in Cerro, infatti, è emerso che l’allagamento avvenuto è dovuto all’insufficiente dimensionamento dei fossi autostradali mentre quello di Mucinasso all’inadeguatezza della rete fognaria.

"Chiedo – afferma l’azzurro – che la Regione si attivi con la Società Autostrade affinchè indennizzi i residenti di Fontanaccia per i danni subiti e provveda a sue spese ad adattare i fossi di scolo."
"Relativamente a Mucinasso, invece, farebbe meglio la Giunta Reggi, anziché costruire un inutile palazzo uffici, a provvedere al rifacimento delle fogne delle frazioni, sottoposte ad allagamenti i cui costi ed i cui danni ricadono interamente sulle spalle dei residenti. Il Comune quindi riveda gli investimento per il prossimo anno valutando le reali priorità della città e delle sue frazioni, tra cui vi è, senza alcun dubbio, l’adeguamento della fogna di Mucinasso."

Paola Gazzolo "ha scagionato", invece, il Consorzio di Bonifica, a cui erano state attribuite le responsabilità per gli allagamenti, ricordando come le idrovore della Finarda e dell’Armalunga, i diversivi est ed ovest e la cassa di laminazione del Riello, con 11,7 milioni metri cubi di acqua movimentati, hanno impedito l’allagamento dell’area urbana di Piacenza.

Per le altre zone, la Gazzolo ha affermato che i fenomeni di allagamento sono stati circoscritti e temporanei e dovuti all’incapacità del terreno di assorbire l’eccessiva acqua caduta.
"Questa affermazione – chiosa Pollastri – non dà il giusto peso a quanto è avvenuto nel piacentino ad inizio novembre e che chiunque poteva constatare facendo un giro nelle nostre campagne.

È troppo facile dire che la colpa è del terreno sovraccarico d’acqua: fenomeni di questo tipo si verificano ormai con troppa frequenza, è necessario un lavoro strutturale di tutti gli attori interessati, Comuni, Provincia, Regione, Consorzio, per trovare una soluzione definitiva a questa insostenibile situazione."

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