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Formazione professionale nei servizi sanitari e sociosanitari

Pollastri: ”Vigilare per garantire la qualità della qualifica”

BOLOGNA, "Possibile conflitto di interesse per le coop emiliano-romagnole", è il dubbio di Andrea Pollastri (PdL), per fugare il quale il Consigliere Regionale ha presentato un’interrogazione in Regione.

Il tema è la formazione professionale: con la Delibera n. 787 del 2009, infatti, la Giunta Regionale ha promosso l’avviso pubblico per l’attivazione di iniziative relative alla qualificazione degli addetti di base nei servizi sanitari e sociosanitari. Si tratta, in sostanza, delle modalità e dei conseguenti finanziamenti messi a disposizione dei centri di formazione per organizzare corsi per Operatori Sociosanitari (O.S.).

Molte persone che lavorano per soggetti privati, soprattutto cooperative, in ospedali, cliniche e case di riposo, infatti, non hanno questa qualifica, che diventerà obbligatoria per poter continuare a lavorare presso strutture convenzionate con il Sistema Sociosanitario Regionale.
Vi è quindi un forte interesse da parte di questi soggetti a far fare il corso ai propri dipendenti non dotati della qualifica O.S. per due evitare il rischio di perdere l’accreditamento, con la conseguente impossibilità di gestire le strutture sanitarie per carenza di fondi, e di dover licenziale del personale.

Il problema riguarda soprattutto le cooperative di servizio, per cui lavorano al quasi totalità dei dipendenti non pubblici dei centri sociosanitari: "Ed è qui che il problema diventa politico – spiega Pollastri – poichè molte cooperative sono anche proprietarie, direttamente o indirettamente, di enti di formazione, con la possibilità che, con i soldi regionali, organizzino corsi e diano certificazioni ai propri stessi dipendenti, facendo venir meno quel principio di terzietà che è indispensabile per garantire che gli O.S., data la delicatezza degli utenti a cui si rivolgono (ammalati, anziani, portatori di handicap, ecc.), siano in grado di fare al meglio il proprio mestiere."
"Al fine di fugare qualsiasi dubbio su un possibile conflitto di interesse – prosegue l’azzurro – chiedo alla Giunta se effettivamente vi sia un rischio di conflitto di interesse e, in caso affermativo, se intenda adoperarsi per evitarlo, in particolare escludendo dai bandi previsti dalla Delibera n. 787 quegli enti di Formazione di proprietà diretta o indiretta di soggetti accreditati o accreditabili presso il Sistema Sociosanitario Regionale."

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