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Festival del Diritto di Piacenza. Il messaggio del Presidente Napolitano

”Il vostro Festival pone domande strategiche fondamentali per il presente e per il futuro”

Questa terza edizione del Festival del Diritto di Piacenza è stata un grande successo. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incoraggiato gli organizzatori con una lettera riportata sul sito ufficiale della kermesse.

"A tutti i relatori e partecipanti," scrive il Presidente, "a coloro che hanno contribuito con idee, capacità organizzative, risorse, ospitalità a rendere possibile questa terza edizione del Festival rivolgo le mie convinte congratulazioni. Mi congratulo sia per il tema prescelto, le Disuguaglianze, sia per il modo in cui intendete affrontarlo, come si evince dalla lettura del vostro fittissimo programma. È difficile non condividere le considerazioni da cui muovete e che si ritrovano sia nell’introduzione generale, sia in molte presentazioni delle singole sessioni. È ad esempio innegabile che "l’idea stessa di uguaglianza abbia perso la sua spinta propulsiva e mobilitante" e che stiano emergendo "nuove forme di disuguaglianza" accanto a quelle tradizionali, e che anche queste ultime, come voi pure osservate, siano tutt’altro che superate. Ad entrambe le categorie, delle vecchie e delle nuove disuguaglianze, questo Festival promette di dedicare analisi e incontri approfonditi, e lo fa anche su temi che il dibattito sull’uguaglianza ha trattato talora marginalmente. Penso, ad esempio, a un problema aperto al quale ho dedicato particolare attenzione in tutto il mio mandato: la sicurezza sul lavoro. Quello degli incidenti mortali è un dramma, che si è ripresentato anche in questo mese di settembre, nel quale abbiamo visto cadere troppe vittime e assistito al dolore profondo delle loro famiglie. Penso ad un altro tema che mi sta molto a cuore: il diritto dei disabili ad avere quanto più possibile uguale accesso ad una vita normale".

"Il vostro Festival pone domande strategiche fondamentali per il presente e per il futuro. Come combattere all’interno delle nostre democrazie benestanti povertà e carenze di diritti che, ben lungi dal declinare, si stanno espandendo. Come conciliare competitività economica, tutela dei lavoratori e giustizia sociale. Come valorizzare il merito, senza ignorare la dimensione dell’uguaglianza delle opportunità e della solidarietà. Quale tipo di istruzione pubblica ci serve, se vogliamo che essa funzioni come un efficace motore di uguaglianza, se vogliamo che non penalizzi e non umili le potenzialità di chi nasce in ambienti svantaggiati. Con quali strumenti possiamo estendere diritti materiali e immateriali anche al di là delle frontiere del nord del mondo. Quale ruolo deve svolgere l’Europa unita se davvero miriamo a produrre maggiore uguaglianza all’interno e all’esterno del vecchio continente. Come conciliare il rispetto di antiche e nuove minoranze con la necessità di affermare un nucleo di valori, di diritti della persona non rinunciabili. Come includere preziose diversità senza compromettere la coesione sociale".

"Il vostro Festival pone queste e molte altre cruciali domande strategiche che certo non consentono facili risposte. Tuttavia tornare a proporre un orizzonte di uguaglianza, riportare nel dibattito pubblico l’obiettivo di contrastare pesanti disuguaglianze costituisce di per sé un risultato degno di nota. Lo è in particolare in un periodo storico, nel quale in molti luoghi e ambienti, a vari livelli, sembra affermarsi – come voi stessi segnalate – una cultura diffusa che accetta vistose disuguaglianze di reddito e di potere. Il gusto dell’uguaglianza, il fastidio per disuguaglianze immeritate, prima ancora che nell’agenda politica dovrebbe tornare negli animi dei cittadini".

"Mi auguro e vi auguro che il Festival contribuisca a suscitare il gusto dell’uguaglianza che parrebbe sopito. Vorrei terminare rivolgendo ancora un saluto a tutti, anche agli organizzatori, agli autori, ai grandi e piccoli attori, agli esecutori della vasta messe di eventi multimediali che arricchiscono il Festival. A tutti voi e al pubblico che vi seguirà nella bella città di Piacenza rivolgo un saluto cordiale ed esprimo un vivo senso di vicinanza".

Il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

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