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Un lungo ferragosto a pensare all’ineluttabilita’ del destino

Morire a 26 anni. Come ci si sente a perdere un’amica di infanzia

"Due giovani fidanzati lodigiani hanno perso la vita mentre tornavano dalle vacanze" questo il titolo che da un paio di giorni rimbalza sulle testate dei quotidiani locali.
La ragazza in questione, Cristina Squintani, 26enne di Fombio, è stata la mia compagna di giochi, la mia amica d’infanzia, la persona che per quattro lunghi anni ha ascoltato le mie ansie di ragazzina, le mie paure di crescere, le tristezze che da sempre fanno parte del mio carattere, riuscendo sempre a farmi passare tutto con poche parole, ma con quel suo magico sorriso che maggiormente la caratterizzava.

Sono trascorsi diversi anni da quando si era sempre insieme, e quando a ferragosto mi ritrovavo su di un’assolata spiaggia a guardare il mare, sorridendo, sentire che la mia amica che aveva trascorso con me quell’adolescenza sempre un po’ faticosa e ostica se n’era per sempre andata, e’ stato un colpo atroce.
Di solito gli ematomi si sentono nell’attimo in cui li si riceve, e maggiormente qualche giorno dopo.
Sta accadendo questo.

Un fiume in piena di ricordi mi sta attanagliando in questi giorni.. Stralci di risate, lacrime, conversazioni per noi "serie" che sembravano nascoste da qualche parte e che ora tornano chiare alla memoria, sogni tristi che mi impediscono di dormire, nervosismo e difficolta’ di tolleranze varie, questa sono io in queste calde giornate.
Un insopportabile miscuglio di stranezze che nessuno puo’ capire, ne’ tollerare.
A volte ci si aspetta un po’ di comprensione, ma troppo spesso è difficile che cio’ avvenga.

Stanotte ho fatto un sogno, un orribile incubo che mi ha bruscamente svegliata.
Me ne stavo con Cristina davanti allo specchio, ci stavamo truccando e preparando per uscire insieme alla nostra compagnia di amici, era effettivamente una conversazione di qualche anno fa.
Stavamo parlando di matrimoni e dei nostri sogni di ragazzine, ma il sogno non era completamente veritiero, anzi: la conversazione si è conclusa in modo tale da non farmi piu’ chiudere occhio.

Sono molteplici i motivi per cui si scrive; oltre che per dare informazione, la scrittura puo’ essere mezzo di comunicazione di stati d’animo, di attimi, di realta’, di fantasie turbolente.
Io volevo solo, con queste parole, ricordare la mia amicizia con Cristina, una spensierata ragazza che aveva una vita intera davanti per esaudire i suoi sogni.

Io mi ritrovo semplicemente qui a pensare a lei oggi, sorridendo al suo ricordo, nella speranza che nulla sia finito.
Nella speranza che l’incubo che sta vivendo la sua famiglia, la gente che la conosceva, ed il mio brutto sogno di stanotte possa trasformarsi in tenero ricordo di una persona che sempre sorrideva.
Sempre.
Che sorridente possa essere ora, ovunque si trovi, lassu’.
E che sorridente possa essere nei pensieri, nelle memorie e nelle lacrime di ognuno di noi.

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