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Mozzarella blu. Ricotta rossa. Lasagna killer. Epidemie di gastroenterite… Non sarà che ci stanno avvelenando?

Innalziamo le barricate! L’Italia si faccia baluardo della buona e sana alimentazione

Noi italiani ci siamo sempre vantati di due cose: della mitica frase "italians do it better" e della nostra cucina, ricca di sapori, varia e soprattutto sana. Da alcuni mesi, però, leggiamo notizie davvero inquietanti.

Ovunque compaiono "mozzarelle blu" contaminate da un pericoloso batterio, prodotte in Germania e spacciate per italiane in modo da confondere il consumatore. A Codogno è spuntata persino la mozzarella con il morbillo, caratterizzata da simpatici pois rossi. Una donna di 74 anni è morta dopo avere acquistato e mangiato un piatto di pasta al forno. Nel Bellunese una povera famiglia ha dovuto fare i conti con un pollo fluorescente. A Livorno il latte è diventato celeste. Ad Olbia una donna ha scoperto che la sua ricotta era diventata rossa come un peperone. A Piacenza nelle mense scolastiche è stato servito salume con salmonella…

Non si può negare che qualcosa, nel Paese del mangiar sano, stia rapidamente cambiando. Nonostante l’intensificarsi dei controlli dei Nas e il costante impegno dei Carabinieri, chi metterebbe la mano sul fuoco a garanzia della qualità degli alimenti che arrivano sulla nostra tavola? Metà dei miei amici ha sofferto di gastroenterite in questi mesi estivi, e i medici dicono che i casi sono numerosissimi.

Perché ci vengono propinati alimenti sempre più schifosi? La questione è semplice. La GDO strozza i produttori; l’industria, che diversamente dagli artigiani riesce a reggere nel sistema imposto dalla GDO, punta a ridurre all’osso i costi e a massimizzare i profitti. I controlli diventano sempre più approssimativi e la qualità ne fa le spese.

Volete un esempio? Tutti sanno che la produzione di latte è più alta in inverno che in estate, mentre il consumo di mozzarella è più alto in estate che in inverno. Nei mesi freddi il prezzo del latte di bufala registra una perdita di 20 centesimi a litro.
Per recuperare questi 20 centesimi il Consorzio a tutela della mozzarella di bufala campana D.O.P. vorrebbe legittimare l’uso di latte congelato, infischiandosene del fatto che il prodotto ci rimetterebbe in termini di freschezza, sapore e genuinità.

Questa è la logica che sta rovinando i sapori autentici italiani. Il nostro Paese deve farsi baluardo della buona e sana alimentazione in Europa e nel mondo, incentivando le produzioni artigianali e punendo severamente ogni speculazione ai danni del consumatore.

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