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Modifiche del PRIT. Pollastri: ”Mancano ancora troppe infrastrutture per Piacenza”

Pollastri insoddisfatto sulle opere previste e sulle tempistiche che mancano l’obiettivo dell’Expo 2015

Cominciato oggi in Assemblea Legislativa la procedura di modifica del Piano Regionale Integrato dei Trasporti, il documento decennale che sostituisce quello precedente ormai in scadenza e prevede le infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, che verranno realizzate entro il 2020.
Oggi in Aula l’Assessore ai Trasporti Alfredo Peri ha presentato la bozza, predisposta dalla Giunta, che nei prossimi mesi sarà oggetto di discussione ed infine di approvazione da parte della stessa Aula.
"Non mi ritengo soddisfatto del documento sin qui visionato – ha spiegato nel suo intervento Andrea Pollastri – né dal punto di vista delle opere previste né della tempistica.
Se si conferma il calendario previsto, infatti, la maggioranza delle opere infrastrutturali saranno completate, se va bene, nel 2020: la nostra Regione ha mancato l’obiettivo che doveva essere assolutamente prioritario: fornire il nostro territorio di un’adeguata rete infrastrutturale in vista dell’Expo 2015. Per questa capitale occasione non solo l’Emilia-Romagna non avrà un’adeguata rete per sostenere il flusso turistico, ma anzi si presenterà anche male a coloro che verranno per il gran numero di cantieri aperti.
Per quanto riguarda il merito delle opere proposte, relativamente alla Provincia di Piacenza, noto che l’attuale Piano rispecchia i limiti del precedente e non tiene conto delle esigenze e delle priorità del territorio.
Le più importanti novità riguardano il prolungamento a San Nicolò della tangenziale sud di Piacenza, il miglioramento della viabilità sulla Via Emilia tra Piacenza e Fidenza e la realizzazione delle Pedemontana attraverso il potenziamento della rete stradale esistente, risolvendo il problema viabilistico senza deturpare il paesaggio.
Vi sono, però, numerosi interventi richiesti che mancano all’appello: cominciamo con la Cispadana, importante infrastruttura regionale, che però si interromperà a Piacenza, lasciando scoperta la parte occidentale della Provincia, parte che non vedrà nemmeno l’auspicato raddoppio della Padana Inferiore tra Castelsangiovanni e Piacenza, rimanendo penalizzata rispetto alla parte orientale, a detrimento dei collegamenti più agevoli con Pavia e Milano.
Manca il terzo ponte sul Po a Castelvetro, mancano interventi consistenti sulla montagna, dalla Variante Cammia in Valnure al miglioramento della Statale n. 45.
Per quanto riguarda il fiume Po non si trova nulla circa la costruzione dei porti fluviali, di quello turistico a Piacenza, e di quello commerciale a foce Chiavenna."
"Per questi motivi – conclude l’azzurro – l’attuale documento non mi soddisfa: auspico un maggior coinvolgimento del territorio e confermo il mio impegno per migliorare l’attuale documento."

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