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Forno crematorio, Polledri: ”Tradito il principio di collaborazione tra istituzioni”

L’assessore Allegri: ”disponibili a collaborare per trovare siti alternativi

«Sul forno crematorio l’amministrazione comunale ha tradito il principio di leale collaborazione tra istituzioni. Anche per mezzo di un’interrogazione comunale sono state poste domande sulla fattibilità della struttura in altre zone della provincia, ma nessuna risposta è mai arrivata, nonostante la disponibilità a collaborare di via Garibaldi».

Così il deputato e consigliere comunale Massimo Polledri commenta la notizia dell’affidamento dell’appalto del forno crematorio nel cimitero urbano alla cordata Unieco-Ser.cim, annunciando una prossima lettera al prefetto «in cui evidenzieremo un possibile danno erariale». «Se ci sarà una perdita di denaro pubblico – ammonisce il parlamentare del Carroccio – l’amministrazione dovrà risponderne alla corte dei conti». «L’aver proceduto nonostante l’assenza di tutte le dovute documentazioni, la mancanza di un confronto con i cittadini e a dati parziali sull’inquinamento è stata una mossa quantomeno azzardata. La fretta è sospetta, lo dico all’assessore Tarasconi. Ci vogliono cautele. Come l’assessore sa strutture di questo tipo devono essere autorizzate dal prefetto (articolo 343 del Regio decreto n. 1265 del 1934). Mi chiedo quale autorizzazioni siano state inoltrate a palazzo Scotti Vigoleno.

Sul tavolo, sia in consiglio comunale che in ripetuti incontri pubblici, avevamo posto questioni: i numeri dicono che c’è un reale bisogno di un forno per la cremazione? Sarebbe fattibile anche in altri siti? Vi sono impedimenti a che venga costruito altrove? Dall’amministrazione non abbiamo ricevuto finora alcun riscontro».

«Come Provincia – sottolinea l’assessore Davide Allegri – riconfermiamo la nostra disponibilità a collaborare affinché la scelta sia valutata in tutti i suoi aspetti e impatti. Chiediamo che all’intervento in oggetto – che interessa una zona già sovraccarica di fonti inquinanti e di tensioni sociali – venga posta maggiore attenzione. Visto il quadro delicato sotto il profilo ambientale e sociale delle zone del Capitolo, di Gerbido e di Mortizza, auspichiamo che non ci si abbandoni alla fretta. Per quel che riguarda il tema più generale delle compensazioni ambientali auspico inoltre che l’ente pubblico possa avere una maggiore sensibilità rispetto, ad esempio, al caso dell’impianto fotovoltaico presentato dalla Cementi Rossi, per cui non si è maturata nessun tipo di attenzione verso il quartiere».

E il capogruppo in Provincia della Lega Nord, Massimiliano Dosi annuncia che ripresenterà presto «la mozione sul tema. Un segno di attenzione verso un quartiere fino ad oggi considerato di serie B».

«Ritengo – conclude il consigliere provinciale – che possano essere inoltre convocate presto in seduta congiunta le commissioni ambiente di comune e Provincia per discutere delle questioni comuni. Tra queste figurano: il Capitolo, dove tra le altre cose, sorge il deposito distaccato di Tempi, partecipata dalla Provincia, ma anche la dibattuta questione delle aree demaniali, al centro del primo decreto del federalismo».

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