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Le dimissioni irrevocabili di Aldo Brancher: ”un segno di rispetto verso il Tribunale, sono qui a difendere la mia innocenza”

Antonio Di Pietro: ”Per Berlusconi ed il suo Governo è l’inizio della fine”. Nel Pdl i ‘finiani’ rivendicano: ”Berlusconi ha ascoltato il nostro appello, dimissioni giuste”

Alla fine Aldo Brancher si è dimesso dal suo ruolo di Ministro, travolto dalle polemiche sulla scelta, poi ritrattata, di chiedere il legittimo impedimento per evitare il processo Antonveneta.

La presa di posizione del Quirinale, le polemiche interne alla maggioranza (con i "finiani" che chiedevano a gran voce la sua testa) e i distinguo di Umberto Bossi hanno convinto il dirigente del Pdl storicamente più vicino al Carroccio a fare un passo indietro, e la decisione è stata comunicata nell’aula del Tribunale di Milano. L’ex ministro ha annunciato la "decisione irrevocabile di dimettersi" e ha chiesto il rito abbreviato. "La mia presenza qui oggi è un segno di rispetto verso il Tribunale, sono qui a difendere la mia innocenza – ha sottolineato – pensavo di dover privilegiare gli obblighi verso il Paese ma questa mia scelta è stata indebitamente strumentalizzata". L’addio all’esecutivo servirà anche, nelle sue intenzioni, per mettere fine alle "strumentalizzazioni e alle speculazioni".

Il premier Silvio Berlusconi, in una nota, ha sottolineato di aver "condiviso la decisione di Brancher di dimettersi" per "evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali". "Ho condiviso con Brancher la decisione di dimettersi da ministro. Conosco ed apprezzo da anni Brancher, so con quanta passione avrebbe ricoperto il ruolo affidatogli". "La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali dimostra, ancora una volta, la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali".

La notizia delle dimissioni di Brancher è stata festeggiata dall’opposizione. Dario Franceschini giudica le dimissioni una vittoria del Pd e Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici al Senato, ha dichiatato: "E’ l’indegna fine di una pericolosa pagliacciata che dimostra quanto questo governo sia in difficoltà e come l’opposizione possa riuscire ad assestare colpi importanti. Con queste dimissioni oggi Berlusconi pensa di spegnere il fuoco, ma l’incendio nel Pdl è ormai divampato".

Nel Pdl i ‘finiani’ – che ormai vanno a braccetto con l’opposizione su ogni tema – rivendicano: "Berlusconi ha ascoltato il nostro appello, dimissioni giuste". "Si chiude una vicenda kafkiana", chiude il cerchio il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

Altrettanto duro il leader dell’Idv Antonio Di Pietro: "Per Berlusconi ed il suo Governo è l’inizio della fine".

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