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I criteri del nuovo nucleare nelle parole di Polledri, in onda su radio erre 2

I lavori partiranno al termine di un cronoprogramma ben preciso del Governo

Quale prospettive per il nucleare nel dopo Scajola? Ne ha parlato ieri, ai microfoni di Radio Erre 2, il deputato leghista Massimo Polledri.

Sull’atomo – ha detto il parlamentare del Carroccio – «c’è un cronoprogramma ben preciso del Governo che prevede l’individuazione dei siti per la costruzione di nuove centrali e per i depositi, la concertazione con gli enti locali e la popolazione. Solo al termine di questo processo partiranno i lavori».

Il giornalista Marco Scordo ha incalzato Polledri sui criteri che verranno adottati per la selezione delle location deputate ai nuovi insediamenti energetici. «Giustamente i cittadini presentano dubbi, giustamente la politica e l’industria dovranno dissiparli – ha premesso l’esponente di Montecitorio -. Il primo criterio sarà quello della sicurezza, quindi in posti non tellurici, lontani dai centri abitati, con determinate caratteristiche e vicino all’acqua. Non da ultimo verrà valutato anche il consenso territoriale. Speriamo sia il più ampio possibile. Da altre parti fanno a gara per avere centrali vicine. Noi ci conviviamo a venti chilometri, io pure ci abito a questa distanza. La chiamiamo Arturo, ci piantiamo fuori le piantine di pomodoro. Conoscendola ci si convive bene». Il parlamentare del Carroccio è tornato a spendere parole critiche per l’attuale commissariamento, che ha definito «una fase interlocutoria di sei mesi che doveva portare anche a un riassetto societario acquisendo anche alcuni soci esterni». «Il riassetto societario – ha precisato – non c’è stato, l’attività di smantellamento ha proceduto a rilento. Ora è bene dare una svolta».

La caduta del commissariamento – ha chiesto Scordo – coinciderà con la caduta degli atti d’indirizzo che prevedevano, tra le altre cose, l’istituzione di una Sogin 2 per la progettazione delle nuove centrali e lo sviluppo ingegneristico del commissioning? «Con la legge – ha precisato Polledri – abbiamo posto dei paletti alla separazione societaria. Nei fatti questo non si è realizzato, forse anche per mancanza di interesse da parte dell’industria privata. Ora si tratta di non rimanere legati come i paracarri a qualcosa che non ha funzionato».

Quali dunque le sfide per il nuovo consiglio di amministrazione?

«Dovrà rispettare gli indirizzi del parlamento, del Governo e del socio ritornato ad avere piena voce in capitolo: il Tesoro».

A proposito di dicasteri: ci sarà confronto tra Tesoro e Sviluppo Economico sui componenti del nuovo cda di Sogin?

«Ci sarà un confronto tra ministeri, ci sarà un confronto con Finmeccanica: tutti quei "pezzi" di nucleare privato e pubblico che rimangono dovranno agire in sinergia. Questa "fiammella" già è molto debole, non si può né frazionare né permettere che da qualche parte si possa spegnere».

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