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Finanziaria. Pollastri replica ad Errani: ”Assistiamo ai soliti piagnistei”

La risposta del consigliere Andrea Pollastri dopo la presentazione al governo della FInanziaria

BOLOGNA, "Piagnistei di matrice ideologica" così Andrea Pollastri (PdL) replica a Vasco Errani che, nel duplice ruolo di Governatore dell’Emilia-Romagna e Presidente della Consulta delle Regioni, si era espresso criticamente nei confronti della Finanziaria da poco presentata dal Governo.
"La manovra – spiega l’azzurro – è in linea con quanto è stato chiesto dall’Unione Euroepa sin dalla fine del 2009 per ridurre il debito di tutto il continente, la crisi greca, poi, con le successive speculazioni ha reso necessari interventi ancor più drastici per stabilizzare l’economia europea. Se può valere l’antico detto "mal comune mezzo gaudio" l’Italia, con la situazione debitoria che si porta alle spalle, ha dovuto intervenire in modo minore rispetto ad altri: 37 miliardi di risparmi in due anni contro i 90 in tre ani della Francia, 42 mila della Germania, 67 della Spagna e 106 della Gran Bretagna in quattro anni."

Pollastri elogia il Governo che "In un epoca in cui sarebbe più facile spendere, come ha fatto in passato la sinistra, fa la scelta coraggiosa e responsabile di tagliare, riducendo gli sprechi senza mettere le mani nelle tasche degli italiani".

Per il Consigliere Regionale, quindi, "Non si può parlare, come ha fatto Bersani, di "manovra depressiva" perché non introduce nuove tasse e non taglia gli incentivi agli acquisti, ma percorre la via delle riforme strutturali più volte invocata".

"A fronte di tutto ciò – prosegue – le polemiche di Errani appaiono inutili: guarda caso ogni anno quando governa il centro-destra il Governatore esce con dichiarazioni catastrofiche poi puntualmente smentite dai fatti. A sentire Errani la nostra regione dovrebbe già essere in bancarotta dal 2002 invece non solo chiude sempre in pareggio il bilancio, anzi ha anche risorse da sprecare in interventi che, negli anni, l’opposizione di centro-destra ha giudicato inutili.
Certamente i 13 miliardi richiesti agli Enti Locali sono una cifra importante, ma il risanamento della casa parte dalle fondamenta nell’ottica del federalismo: questo lo hanno capito bene i governatori di centro-destra che, invece di lamentarsi come ha fatto Errani, hanno preso atto della situazione riconoscendo che anche le Regioni devono fare la loro parte vista la difficoltà della situazione."

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