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Davide e Golia. Benedetta Corso risponde agli attacchi di Tommaso Foti sulla Circoscrizione 1

Il consigliere circoscrizionale del PD torna sulla polemica rguardante il Quartiere 1 di Piacenza

"La veemenza delle parole contenute nel comunicato stampa del coordinatore provinciale del popolo delle libertà non è che la riprova del nervosismo politico che il PDL vive all’interno della circoscrizione 1. Il riferimento ai "furori uterini" attribuiti alla capogruppo del PD sono lo specchio della capacità politica e dialettica della nostra controparte".

Con queste parole Benedetta Corso, segretario e consigliere di quartiere del Partito Democratico di Piacenza, ha risposto alle parole del deputato piacentino Tommaso Foti.

"Sul merito delle considerazioni che porta l’on. Foti," precisa Benedetta Corso, "riteniamo utile sollecitarlo a consultare i verbali delle riunioni nei consigli fatti dall’insediamento, ascoltando anche le registrazioni magnetiche che riportano fedelmente i pesanti insulti verbali rivolti alla presidenza ed alle donne che compongono il consiglio stesso.
Se lo avesse mai fatto, infatti, si sarebbe necessariamente dovuto accorgere che le comparse in sede di quartiere non sono dei consiglieri del PD, bensì di quelli della maggioranza di centro destra, tra chi fotografa, chi fotocopia e chi partecipa a partite di calcetto.
Non è da parte dei consiglieri del PD che sono mai state condotte azioni violente anche fisicamente (lancio di bottiglie e sedie) oltre che verbalmente.
Non è ai consiglieri del PD che può essere ascritta la colpa della caduta del numero legale nelle sedute, bensì – rammarica doverglielo ricordare – ancora alla maggioranza di centro-destra.
Le iniziative che la circoscrizione fino ad oggi ha realizzato non sarebbero state possibili senza la nostra costante presenza e partecipazione attiva né sarebbe stato sovente possibile affrontare i temi del quartiere e del suo rapporto con la città se non con il contributo di dialettica e di sintesi politica portato dal nostro gruppo.
D’altro canto, ancora una volta, non è stata la minoranza del PD a sollevare il tema della rappresentatività della presidente, che più volte è stata pubblicamente sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Le registrazioni sono prova.
D’altronde, non è in seno al PD che da mesi si discute del millantato accordo di staffetta alla presidenza tra Lega e PDL. Come giustamente ricorda l’on. Foti, noi siamo minoranza e responsabilmente abbiamo fino ad oggi rivestito questo ruolo, in funzione del quale non abbiamo mai ambito a ricoprire ruoli istituzionali di particolare pregio o visibilità.
Buon senso vorrebbe che il coordinatore provinciale fosse al corrente delle spaccature presenti nella sua maggioranza e, nel caso in cui lo sia già, non attribuisse falsamente responsabilità ad altri rispetto alle carenze politiche manifestate nella gestione del partito e della maggioranza che lui – nella sua veste di coordinatore – rappresenta.
Non ci spaventano né attacchi verbali tendenti alla misoginia né la forza mediatica che può sollevare il fatto che sia un onorevole ad attaccare un consigliere di circoscrizione.
Suggeriamo all’on. Foti di guardare con più attenzione agli assetti politici suoi interni. Noi i nostri ce li gestiamo senza il suo aiuto".

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