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Zanetti lancia in Emilia un corso di italiano obbligatorio per baristi e ristoratori extracomunitari

La Lega Nord intende farne una condizione imprescindibile per il rilascio delle licenze di esercizio

Un corso di lingua italiana – obbligatorio e con test finale – per baristi, ristoratori e titolari di negozi alimentari extracomunitari. La Lega Nord intende farne una condizione imprescindibile per il rilascio delle licenze di esercizio per la somministrazione di alimenti e bevande. L’esperienza, già avviata in Lombardia, arriva anche a Piacenza per iniziativa del candidato Medardo Zanetti. «Uno strumento per i sindaci, come spunto per una modifica ad hoc dei regolamenti comunali, immediatamente applicabile – ha spiegato in conferenza stampa l’aspirante consigliere regionale, alla presenza del segretario provinciale del Carroccio, Pietro Pisani – ma anche un input per una specifica legge regionale. Chiedo ai nostri amministratori locali di portare l’iniziativa all’attenzione dei consigli comunali. È mia intenzione, in caso di elezione, farne una proposta di legge.

L’obiettivo è estenderla a tutto il territorio regionale, a salvaguardia della salute pubblica e dell’efficacia delle certificazioni». A Brescia il test di lingua sarà a breve realtà e lo stesso Pirellone è già stato interessato dal presidente leghista della commissione bilancio Fabrizio Cecchetti.

«Nessuna violazione di iniziativa economica – premette Marzio Maccarini, consulente per la sicurezza del comune bresciano e della commissione Affari Istituzionali della Regione Lombardia -. Il corso di italiano è un’azione concreta che nasce dall’analisi della vita quotidiana. A parte il disagio che può derivare dall’incapacità di ricevere le ordinazioni, ci sono evidenti rischi per la salute. Il non saper leggere e scrivere, infatti, non consente agli esercenti di dettagliarci gli ingredienti dei prodotti e quindi, prevenire rischi in caso di intolleranze alimentari.

Non solo: la mancanza di un’adeguata comprensione dell’italiano può anche causare casi di cattiva conservazione dei prodotti che incidono sul diritto alla salute del consumatore, garantita dall’articolo 32 della Costituzione».

Zanetti guarda anche ai centri storici. L’idea è portare anche in terra emiliano-romagnola l’originario progetto del Carroccio, oggi inserito nel testo unico sul commercio, per «evitare la proliferazione» nel cuore delle città «di esercizi per la vendita di kebab, sexy shop, fast food e salvaguardare, invece, le attività storicamente compatibili con il tessuto identitario locale».

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