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Bresciani a Piacenza. Piu medicina sul territorio

L’assessore regionale lombardo sollecitato da Zanetti sui temi sanitari

«La sanità lombarda? È composta da un consiglio di amministrazione di 10milioni di cittadini», con un capitale di 18,4 miliardi di euro.

La nostra filosofia? Il cittadino deve poter scegliere erogazioni dei servizi e strutture. A noi il compito di proporre il sistema di scelta, secondo scienza e coscienza».

È il quadro della sanità lombarda delineato dall’assessore regionale Luciano Bresciani, intervenuto ieri in sede a sostegno del candidato Medardo Zanetti, che lo ha sollecitato su cinque temi: fondo per la non autosufficienza, liste d’attesa, mobilità passiva, catalogo delle prestazioni sanitarie e presidi montani.

Sul fondo Bresciani ha parlato del voucher lombardo, che consente di indirizzare il sostegno che la regione offre ai pazienti gravemente malati e di sceglierne la destinazione: verso strutture o famiglia. L’assessore ha anche sollecitato il deputato Massimo Polledri per un’azione parlamentare, perché le risorse sono da lui ritenute «insufficienti». Sul fronte liste d’attesa la soluzione individuata dalla Lombardia sta nelle «classifiche» di “velocità” di erogazione delle varie strutture.

Il cosiddetto sistema della «pole position». Non solo: oltrepo hanno pensato anche a fissare dei «termini massimi», oltre i quali si incorre nella «sospensione della professione intramuraria». Sulla mobilità passiva («per cui la nostra regione spende diversi milioni di euro» ha sottolineato Zanetti) la risposta di Bresciani ha ancora una volta la marca liberale: «Non vogliamo sbarramenti. Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere dove farsi curare, è la qualità del servizio che indirizza la scelta». Uno stimolo per «aumentare la qualità dell’offerta, non per bloccare la mobilità dei cittadini». Capitolo presidi. Tra le priorità sul territorio Zanetti ha indicato, in particolare, le strutture sanitarie della Valnure e della Valtrebbia. L’assessore lombardo ha ripreso il progetto della «La teletrasmissione dei dati clinici con apparecchiature innovative».

La nuova tecnologia nascerà da un coro a più voci tra sistema sanitario, ricerca universitaria, Finlombarda (società finanziaria di Regione Lombardia), più «il quarto alleato: l’industria». Obiettivo nell’obiettivo: «Portare l'”ospedale virtuale” nelle fasce più remote della montagna». È una delle prossime sfide che arrivano dal Pirellone, insieme a quella della cronicità, conseguenza diretta della maggiore aspettativa di vita. Anche in questo caso il segreto è «portare più medicina sul territorio». Nel corso della visita dell’assessore si è prospettato di avviare una «commissione sanitaria paritetica tra provincia di Piacenza e Cremona (era presente il dg della locale Asl Gilberto Compagnoni) per una linea di cooperazione tra i territori delle due regioni». L’iniziativa ha coinvolto anche il presidente della Provincia Massimo Trespidi. «Abbiamo gettato – ha commentato Polledri – un ponte verde tra le sanità di Lombardia ed Emilia Romagna».

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