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Ruttosound 2009 o il trionfo dell’Emilia che sa ruttare

Nella kermesse di Reggiolo stravince il fenomenale Rut Mysterio

Si è tenuta ieri sera a Reggiolo la gara più irriverente d’Italia.
Davanti a una platea esigente di 30.000 persone si sono sfidati una ventina di concorrenti (la maggior parte uomini) nelle categorie potenza, durata, rutto parlato e rutto freestyle.
E’ stata un’orgia di emissioni gastriche, una strage goliardica al savoir vivre. Non potevo non esserci.

La manifestazione, nata nel 1997 per iniziativa di Stefano Morselli, era allora poco più di una goliardata fra amici. Oggi è una realtà, uno spettacolo (i cui ricavi vanno a scopo benefico) con tanto di musica, megaschermi, luci laser, giuria tecnica e anche un rappresentante del Guiness dei Primati.

Ecco, appunto, i Primati. C’era il campione in carica di rutto di potenza Alessio Masoni direttamente da Campogalliano (che nella categoria rutto parlato sceglie come frase da ruttare:"Quando rutta Masoni, tace pure Berlusconi"); c’era il sorprendente Porco di Albinea con stampelle, parrucca e occhialoni da sole, in caso la popolarità lo precedesse è meglio camuffarsi; la dolce Elisa Cagnotti, principessina di Trento, che ha letteralmente polverizzato il record mondiale femminile di potenza (misurato molto professionalmente con il fonometro) con un rutto spaventoso di 107,00 decibel.
Ma il pezzo forte è stato Sua Maestà Rut Mysterio (con tanto di divisa da wrestler) from Modena: strabiliante il suo rutto di 1 minuto e 13 secondi che entra direttamente nel Guiness nella prestigiosa categoria del rutto più longevo e il suo rutto di potenza che ha scavalcato di un soffio il Masoni. Da ricordare anche il burp resident Luca Bartoli e Andrea Benesso, in trasferta da Padova, che nel rutto freestyle (leggi rutto cantato) hanno dato il meglio di loro: il primo con una cover dal sapore antico Stand by me, il secondo con la più moderna e sanremese Sincerità di Arisa. Esilarante, non c’e’ che dire, ci vuole talento.
Il vincitore indiscusso è stato quindi il grande Rut Mysterio, sia nel rutto di durata, sia nel rutto di potenza che in quello freestyle.

Le esibizioni che si susseguono a tambur battente, non danno respiro e intorno a me è un profluvio di profonde emanzioni duodenali, poiché anche il pubblico è tutto preso dallo spirito di emulazione. Talvolta ho veramente temuto, stando sotto il palco, di rischiare la vita della mia maglietta causa improvvisi svarioni dello stomaco dei concorrenti. Impressionante infatti vedere gonfiarsi d’aria il pancione del Maiale di Albinea e sentirlo esternare il suo urlo alla vita davanti a una folla rutteggiante che lo insulta. Unico neo della gara: l’esistenza del doping anche in questa isola incontaminata e innocente. Giravano infatti coca cola e birra a fiumi fra i concorrenti.

Non so perché sono andato al ruttosound, forse perché sono per natura curioso, forse perché anch’io sono un potenziale concorrente. Sicuramente perché ho interpretato i rutti come forma d’espressività, più che d’espressione.
Una forma primitiva per manifestare che io non so far niente, ma beccati sto rutto maledetto.
Tutto ovviamente in tremenda e ironica sintonia con quel diavolaccio di Warhol e dei suoi 15 minuti di celebrità.

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