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Etichette da amare – Alia Vox

Plauso alla meritevole etichetta musicale Spagnola

Chissà cosa sarebbe stato senza il film di Alain Corneau "Tous le matin du monde", interpretato da Gérard Depardieu nelle vesti di Marin Marais, maestro francese di viola da gamba, dell’etichetta catalana Alia Vox, insolito fenomeno di successo artigianale giustamente meritato, che dimostra, almeno una volta, che il pubblico non è poi tanto superficiale quanto sembra.

Etichette come la catalana Alia Vox fanno bene alla musica, contribuiscono a creare un filone di pubblico, di appassionati, ed in questo caso, trattandosi di un repertorio musicale insolito, stimolano l’interesse di nuovi ascoltatori.
Fondata nel 1998 da Jordi Savall, ha all’attivo una buona quantità di eleganti uscite che vedono come linea guida la riscoperta già accennata di uno strumento suggestivo come la viola da gamba nelle esecuzioni di Monsieur de Saint Colombe e Marin Marais, indiscussi padri di questo antico strumento cordofono.

I due autori citati sono stati e continuano ad essere due assolute perle della collezione Alia Vox, collezione d’incisioni pulite, circondate da un sapore cameristico e da una passione musicale densa e sincera.

L’etichetta catalana predilige un periodo musicale ben preciso (1400-1600), salvo alcune sortite oltre confine del classico (1700) o romantico (1800), scelta coraggiosa, o forse scelta dettata dalla consapevolezza della propria identità, identità direttamente rispecchiata nel suo fondatore e mentore Jordi Savall.

Eccelso esecutore di un repertorio che spazia dal medievale al barocco francese, direttore di tre grandi gruppi di livello mondiale come "La capella Reial de Catalunya", "Le concert de Nation" ed "Hespérion XXI", Jordi Savall, catalano di classe 1941, ha vinto la scommessa iniziata dieci anni fa, grazie all’accoglienza entusiastica del pubblico ed alle ottime vendite ha creato un marchio di qualità nel vasto campo delle produzioni di musica colta, spesso faraoniche e dispersive.

La passione e la dedizione, la cura nella veste grafica (Savall è un grande appassionato di pittura), l’atteggiamento cosmopolita dei suoi booklet (in lingua inglese, francese, tedesco, italiano e catalano), dimostrano come si possa restare fedeli alle proprie radici senza essere chiusi e statici, come si possa ancora produrre con piglio artigianale ottimi prodotti culturali, come si possa ottenere visibilità e seguito semplicemente grazie alla sola musica, ai concerti, al passaparola tra gli ascoltatori senza manovre di marketing pubblicitario, internet, televisione, radio o amenità varie.

Non deve trarre in inganno o quanto meno inficiare i meriti del lavoro svolto da Savall e dalla sua cerchia di musicisti l’inaspettato successo del già citato film di Corneau, accolto con trionfo in Francia, e seppur è doveroso ricordarlo essendo meritevole di lodi (dedicare un film all’udito è una scelta coraggiosa, e farlo con il suono di una viola da gamba, per molti ancora sconosciuta è da suicidio commerciale), sarebbe ingiusto considerarlo come causa principale del successo dell’etichetta spagnola o meglio, catalana…

Nelle proposte di Alia Vox troviamo oltre ai già citati Marais e Monsieur de Sainte Colombe (che in realtà sono due: "le père" e "le fils", dei quali si hanno veramente poche notizie, essere protestanti in terra cattolica non ha giovato alla loro fama), l’immancabile Bach suonato con un sentimento palpabile, Antonio Vivaldi, sia nel repertorio strumentale sia in quello operistico con il Farnace, Corelli, Biber nella monumentale Missa Bruxellensis, autori anonimi e molti altri, che uniti formano un catalogo accattivante ed originale anche da un punto di vista musicologico.

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